Il caso delle due gemelline uccise, una per errore l'altra perché risultata affetta dalla sindrome di Down, è preoccupante perché fa emergere l'attualità di una nuova eugenetica. Così come fa venire letteralmenre i brividi il permesso della Gran Bretagna agli embrioni chimera.
Un commento condivisibile sul fatto di Milano è quello dei medici cattolici di Milano. Non si vuole giudicare i genitori, ma il gesto compiuto. E pensare come l'aborto sia diventato - ma era nella logica delle cose a partire dal 1978 - un fenomeno sociale che non sconcerta quasi più.
Dichiarazione dei Medici Cattolici di Milano sul caso
dell'Ospedale San PaoloROMA, martedì, 28 agosto 2007.Pubblichiamo di seguito un comunicato diffuso dalla Sezione
di Milano dell'A.M.C.I. (Associazione Medici Cattolici Italiani) sul caso
accaduto nel giugno all'Ospedale San Paolo del capoluogo lombardo.In quella
occasione, una donna di 38 anni, che si era sottoposta all'aborto volontario per
interrompere la gravidanza di uno dei due gemelli che portava in grembo e
affetto da sindrome di Down, dopo aver scoperto che era stato soppresso il feto
sano e non quello malato, ha infine optato per un secondo aborto.
* *
*A.M.C.I. - Associazione Medici Cattolici di Milano - analizzando il caso
avvenuto al San Paolo di Milano non ha dubbi di fronte a quanto avvenuto: è
stato un intervento abortivo per selezione eugenetica. A.M.C.I. Milano
sottolinea in particolare la tragedia che la famiglia sta vivendo, ma non può
tacere davanti a una decisione, a un'azione che è frutto di una cultura
egoistica che considera il feto malato come un peso per la società. La vita è
sempre un Dono e il diritto ad avere un figlio sano non trova giustificazione né
sul piano etico-sociale né tantomeno giuridico. Quanto avvenuto al San Paolo è
una fatalità; per questo i Medici Cattolici di Milano non intendono gettare la
croce addosso ai colleghi che hanno eseguito l'intervento, anche se al contempo
sollecitano una pronta indagine da parte di tutte le strutture competenti. I
Medici Cattolici di Milano ribadiscono il rischio insito per il feto nelle
metodiche e nelle tecniche di diagnosi prenatale e sottolineano come le stesse -
la cui attendibilità non è sempre certa - possono portare alla soppressione di
una persona sana.Quello dei Medici Cattolici di Milano non è uno sterile
richiamo confessionale; è un invito al rispetto della vita e della dignità umana
che secondo credenti e - tanti laici non credenti - ha valore dal momento del
concepimento.
Professor Giorgio Lambertenghi Deliliers Presidente AMCI Milano
Da Zenit.org
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