giovedì 30 agosto 2007


Sono tornato l'altro ieri da una vacanza a Lignano Sabbiadoro. Dieci giorni passati con il mio gruppo di volontariato, la mia undicesima vacanza al mare con loro. Siccome andiamo al mare sempre alla fine di agosto, da molte estati quindi la fine del soggiorno al mare segna l'inizio del rientro alla normalità.


Un pensiero mi è venuto in questi giorni. Da quando nell'associazione sono entrati persone rimaste disabili non dalla sìnascita ma in seguito a malattie o infortuni subiti dopo, anche in età matura, mi rendo conto che una cosa simile può capitare a tutti, anche a me. E che la salute di cui ora godo è un bene importante, di cui devo essere conscio e utilizzarla per il bene degli altri.

Spesso siamo disattenti delle nostre fortune, ma quando si conosce persone -e faccio un esempio non casuale - che non possono cammina più per il resto della loro vita (e prima lo facevano benissimo), allora occorre lamentarsi meno.


Bene. Quest'anno la ripresa di settembre sarà per me rapida e importante per via del nuovo lavoro a scuola. Già lunedì inizierà il contratto con la scuola privata cattolica in cui insegnerò quest'anno. E il 10 settembre, iniziano le lezioni e si parte!


Sono un po' emozionato, ma sono contento così: vuol dire che c'è entusiasmo e coinvolgimento.

In questi giorni mi occupo più di faccende burocratiche e tecniche: farmi rilasciare i certificati richiesti per l'assunzione e ritiro copie gratuite dai rappresentanti.


Insegnare è il lavoro che amo fare e farlo in questa determinata scuola cattolica mi ci ritrovo per l'impostazione culturale che condivido.

Il preside una volta conosciutomi mi aveva detto che riteneva "provvidenziale" il nostro incontro, e quasi quasi ci credo anch'io.

A presto e buon ritorno alla normalità per tutti voi.

Auguro a voi e a me di ripartire pieni di forza.

Come scrisse D'Annunzio:

Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mar...."

Z.

venerdì 17 agosto 2007

Lignano Sabbiadoro

Lascio alla mia e alla vostra riflessione alcune considerazioni tratte dalle catechesi del card. Biffi, come per Langone anche per me il cardinale preferito, che ascolto settimanalmente su Radio Maria. Il senso delle sue catechesi (non so se attualmente continui a tenerle, comunque sono tutte raccolte in un libro) è quello di far conoscere al cristiano la fortuna di essere cristiani.
Nell'ultima che ho ascoltato il tema era la vita nuova portata dal battesimo.
Il dono di Dio Padre supera ogni attesa dell'uomo, va al di là delle nostre piccole aspettative.
Il battesimo comporta:
  • inabitazione in noi della Trinità
  • incorporazione in Cristo formando il suo Corpo mistico
  • la filiazione divina (figli nel Figlio)
  • la grazia santificante che ci dona la stessa vita divina
  • le virtà soprannaturali a partire dalla fede, speranza e carità
  • remissione dei peccati (innocenza)

Scusate se è poco! E' che noi battezzati, a causa anche di mancanza di catechesi fatte bene (come quelle del cardinale), non ci facciamo caso.

Inoltre il battezzato appartiene alla Chiesa, il luogo in cui tutte le verità si danno appuntamento (Chesterton).

Biffi mostra genialità quando dice - secondo me - allorché afferma che uno dei tratti caratterizzanti la vita del battezzato è la passione per la verità. La verità prima di tutto.

La verità è:

  • la realtà
  • in primis Dio che è la realtà in se stessa
  • il Verbo, che contiene germinalmente tutte le cose
  • il disegno del Padre
  • le creature che mantengono una loro verità
Suggella il suo discorso la citazione di Tommaso (non sua originariamente) secondo cui:

omne verum, a quocumque dicatur, ex Spiritus sanctus est

Cattolico: kath'olon: secondo il tutto.
Bene. Da domani a martedì 28 sarò a Lignano Sabbiadoro in vacanza con il gruppo di volontariato di cui faccio parte. E' la mia undicesima vacanza estiva consecutiva.
Spero di trovare bel tempo.
Ci sentiamo al ritorno.
Z.

E' notte alta e sono sveglio

Avevo appena scritto il posto col titolo che non so in che modo è scomparso il testo. Riassumo velocemente.
Non riesco a prendere sonno e allora scrivo. Alla rinfusa.
I primi pensieri che mi vengono in mente vanno alle centinaia vittime del terremoto in Perù e a quelle in Iraq. Inoltre mi ha messo amarezza sentire e vedere le immagini della strage di Duisburg. Vittime della faida calabrese.
Viviamo in un giardino, che spesso assomiglia a una valle di lacrime. Il nostro mondo è attraversato dal dolore e dal mistero del male.
Atomo opaco di male diceva Pascoli in X agosto.
A proposito di poeti, qualche giorno fa ho guardato su YouTube delle brevi interviste a due poeti, due dei massimi, italiani viventi: Edoardo Sanguineti e Andrea Zanzotto. Ligure e veneto, di quest'ultimo mi ha piacevolmente colpito l'accento veneto, che è quello della mia terra. E' stato bello sentire nella parlata trevigiana parole dense e profonde, di una semplicità intelligente.
I poeti ti accompagnano a sulla loro postazione di vedetta da cui osservano (in vari modi, chi divertito, chi ammirato atterrito stupefatto amareggiato ecc.) il panorama che gli sta di fronte. E anche se le loro Weltanschauung sono diverse, come lo è tra Sanguineti e Zanzotto, hanno il merito di provocare una risposta. E non è poco.
Bene, tra un po' comincerò ad avere sonno. E crollerò sul letto.
Buonanotte e buon venerdì 17.
Su non siate superstiziosi.
Z.

lunedì 13 agosto 2007

Luciani


L'altro ieri ho ascoltato con piacere a RadioMaria Andrea Tornielli che nella rubrica "Cronache cattoliche" descriveva la figura di papa Giovanni Paolo I - Albino Luciani. Fu un autentico pastore, umile. L'umiltà fu probabilemente il suo connotato più proprio. Humilitas era il suo motto episcopale. Mi ha fatto pensare che l'umiltà nella visione cattolica è una virtù basilare, cioè sta alla base della vita di fede. Alla base della stessa carità. Perché? Perché se la vita di fede è innanzitutto accoglimento della Grazia, del fatto di Cristo, del riconoscimento della signorìa del Risorto, allora umiltà significa riconoscere il primato della grazia.


Se non si riconosce questo primato, della vita di fede abbiamo solo l'apparenza. Le preghiere che diciamo diventano una contraddizione. Con la bocca diciamo di voler seguire Gesù Cristo e fare la sua volontà, ma in verità facciamo quel che ci pare.Mi esprimo francamente perché sono io il primo a essere poco umile.


Albino Luciani divenne papa il 26 agosto del 1978, festa di sant'Alessandro, il mio onomastico.

Col suo breve pontificato - la rivista 30Giorni uscì un anno con il titolo in copertina: I 33 giorni di un umile papa - ci ha lasciato un'insegnamento fondamentale.

Che Dio lo abbia in gloria e che Lui vegli sulla Chiesa e sui suoi successori.

Z.

sabato 11 agosto 2007

San Lorenzo

Stanotte è la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti. Dopodomani dovrebbe essere la serata migliore per guardare il cielo.

Mi piace riportare la poesia famosa di Giovanni Pascoli dedicato al 10 agosto. La ricordo ogni anno in questo giorno. L'immagine finale del mondo ha una forza unica. Ed esprime con la potenza che ha la vera poesia l'iniquità presente nel mondo.

Buone stelle cadenti e che i vostri desideri si realizzino. Quelli veri, però.
Z.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

martedì 7 agosto 2007

Trasfigurazione




Ieri 6 agosto era la festa della Trasfigurazione di Nostro Signore e io non ne ho fatto cenno. Rimedio oggi.

Intanto ieri ricorrevano due anniversari, molto diversi fra loro, ma che ricordo sempre.


1945: la bomba atomica su Hiroshima (e il 9 a Nagasaki). Quello fu l'esempio di una trasfigurazione al contrario. Non la manifestazione della gloria delle cose perché intessute di luce divina, ma la loro deformazione opaca. Ho preso in considerazione la bomba atomica perché rappresentò un punto di non ritorno della crescita della potenza distruttiva dell'uomo. Ma ogni guerra è deformazione. Invece di transfigurare, sfigura e basta.


1978: la morte di Paolo VI. Papa del postconcilio, condusse la Chiesa in un periodo tempestoso, allorché - come disse in un celebre discorso - il fumo di Satana era penetrato perfino nel tempio di Dio. Papa Montini fu un grande uomo di Dio, fedele a Cristo come successore di Pietro nonostante le incomprensioni. Specialmente quelle intra-ecclesiali. Come disse il Giuss, il suo fu uno dei papati più luminosi.


Bene. Una buona notizia arrivata oggi: da settembre insegnerò storia e filosofia in una scuola privata di ispirazione cattolica della mia città. Sono contento e sorpreso. Tutto è accaduto velocemente. Mercoledì il primo colloquio telefonico col preside e oggi l'incontro di persona. Bene. E' quello che voglio fare.



Infine lascio una mia poesia sulla trasfigurazione scritta diversi anni fa.

Ciao

Z.





E Pietro aprì l'occhio

pesante per il sonno;

a seguire il maestro,

dietro a lui, fin sul

monte, a pregare forse,

fin su a pregare come

egli faceva spesso,

di più in quei giorni.


Anche Giacomo venne,

pure Giovanni, quello

giovane, imberbe,

con lui da quasi tre anni.

E quanta strada poi

ne han fatta insieme

a quell'uomo e ora

salivano al monte.


Quel che egli vide

lo ammutolì, il fiato

evitò di uscire,

gli altri due a bocca

aperta, sbalorditi,

già guardavano Cristo:

destati li aveva

un'armonia soave.


La luce accesa sul volto

scaldava l'aria:

il loro maestro

tra Mosè ed Elia.

Parlavano, si ode,

di legge e di profeti.

Parlavano con lui

su una morte vicina.


Gli istanti sembravano

eterni. E piangono

Giovanni e Giacomo,

piange Pietro al vedere

l'inattesa bellezza,

insperata mai.

- Tre tende - balbetta

-per voi, e starete qui sempre -.


Mentre diceva questo

avvolse una nube

tutto e tutti.

Pareva minacciare il cielo:

che paura. La faccia

a terra. Però una mano,

una carezza

colma d'affetto amico


diede loro coraggio.

Il volto normale

del loro rabbi, barba

nera, le poveri vesti

di sempre, infine

lo sguardo eloquente:

- Aspettate a dire -

e ridiscesero il monte.

lunedì 6 agosto 2007

Di ritorno da Francoforte




Ieri sono tornato dal breve viaggio di 5 giorni a Francoforte. Da quando esistono le compagnie low cost come la Ryanair, per esempio, viaggiare in Europa è diventato più facile e alla portata di quasi tutti. Secondo me, l'Erasmus e i viaggi low cost sono stati e sono tra i fattori di integrazione europea più efficaci per le giovani generazioni.

Che dire della città? la Mainattan. Città media, molto ben servita e organizzata. Nonostante sia sede di grandi organismi finanziari come la BuBa e la BCE, conserva anche un aspetto di città a misura d'uomo data la sua non eccessiva popolazione, circa 600000 abitanti.

Grandi cose da vedere a parte lo Skyline della città e il lungomeno non mi pare che ci siano. Cioè, cose rilevanti dal punto di vista artistico. Per il resto ogni posto ha da offrire qualcosa, se non altro può esibire se stesso. Conoscere una città, che è una cosa viva perché fatta da persone, è come conoscere per l'appunto una persona: non basta incontrarla solo in alcune circostanze. Per questo è utile vedere non solo le cose turistiche, le cattedrali, centro storico ecc., ma anche parti meno note ma significative. Per questo per conoscere un posto bisogna viverci.
Comunque l'opera d'arte più bella che ho ammirato in questo viaggio sono state le vetrate pitturate da Chagall nella chiesa di santo Stefano a Magonza.


Cambiando argomento. La mattina stessa della partenza, ricevo un'e-mail dal preside di una scuola privata della mia città chiedendomi se sono interessato a un incarico annuale. Beh, non ci credevo. Il giorno prima avevo portato il mio CV nelle private. Speriamo, non è definitivo.


Martedì scorso ho rivisto dopo un po' di tempo una ragazza S., e in questi giorni ogni tanto mi viene da pensarci...

A presto

Z.

mercoledì 1 agosto 2007

Ciò che non è eterno, è nulla

Ciò che non è eterno, è nulla



Questa frase lapidaria sta scritta su una lapide, appunto, collocata nel lato esterno di una chiesa dove le due sere scorse sono andato per pregare per la mamma defunta di due miei amici. La pietra su cui era incisa ricordava la morte di un giovane di 30 anni, fra l'altro la mia stessa età.

Il contenuto della frase è appropriato alla circostanza. Infatti, se non ci fosse nessuna prospettiva di eternità, di vita dopo la fine di "questa" vita, a rigore tutto sarebbe effimero, prossimo al niente. Non varrebbe nulla a rincuorarci veramente il rimanere presenti nel ricordo dei vivi, nelle opere che abbiamo lasciato. Tutto passa. Tra cento anni di noi non ci sarà nessuno. Fra qualche miliardo di anni non ci sarà nemmeno più la Terra. E allora sai che mortuorio...che silenzio cosmico!

Mi ricordo che una volta in televisione intervistata Lina Wertmuller ha espresso la sua visione della vita umana dicendo che veniamo da un'infinità di buio e silenzio, torneremo in tale infinità, godiamoci più che possiamo questa mezz'oretta di sole.


Io penso e desidero, dal profondo del mio essere, che non può bastare questo. Sono cristianoe credo nella vita eterna, nella risurrezione dei morti. Quindi non si perderà nulla.

E inoltre la speranza dell'aldilàmi fa vivere meglio anche l'aldiqua, questa mezz'oretta di luce.


Don Giussani ha una frase, o almeno mi sembra che l'abbia detta lui, che illumina il rapporto tra prima e dopo. Tre sono i segni dell'eterno nel presente: la preghiera, l'arte e l'amore.


Auguro di cuore a tutti voi che mi leggete un agosto di preghiera arte e amore. E vi do un consiglio, da uno cui non mancano problemi: se non ci avete ancora pensato a convertirvi al cattolicesimo, fatelo.


Da oggi a domenica sarò a Francoforte sul Meno.

Auf wiedersehen!

Z.