
L'altro ieri ho ascoltato con piacere a RadioMaria Andrea Tornielli che nella rubrica "Cronache cattoliche" descriveva la figura di papa Giovanni Paolo I - Albino Luciani. Fu un autentico pastore, umile. L'umiltà fu probabilemente il suo connotato più proprio. Humilitas era il suo motto episcopale. Mi ha fatto pensare che l'umiltà nella visione cattolica è una virtù basilare, cioè sta alla base della vita di fede. Alla base della stessa carità. Perché? Perché se la vita di fede è innanzitutto accoglimento della Grazia, del fatto di Cristo, del riconoscimento della signorìa del Risorto, allora umiltà significa riconoscere il primato della grazia.
Se non si riconosce questo primato, della vita di fede abbiamo solo l'apparenza. Le preghiere che diciamo diventano una contraddizione. Con la bocca diciamo di voler seguire Gesù Cristo e fare la sua volontà, ma in verità facciamo quel che ci pare.Mi esprimo francamente perché sono io il primo a essere poco umile.
Albino Luciani divenne papa il 26 agosto del 1978, festa di sant'Alessandro, il mio onomastico.
Col suo breve pontificato - la rivista 30Giorni uscì un anno con il titolo in copertina: I 33 giorni di un umile papa - ci ha lasciato un'insegnamento fondamentale.
Che Dio lo abbia in gloria e che Lui vegli sulla Chiesa e sui suoi successori.
Z.
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