
Ieri 6 agosto era la festa della Trasfigurazione di Nostro Signore e io non ne ho fatto cenno. Rimedio oggi.
Intanto ieri ricorrevano due anniversari, molto diversi fra loro, ma che ricordo sempre.
1945: la bomba atomica su Hiroshima (e il 9 a Nagasaki). Quello fu l'esempio di una trasfigurazione al contrario. Non la manifestazione della gloria delle cose perché intessute di luce divina, ma la loro deformazione opaca. Ho preso in considerazione la bomba atomica perché rappresentò un punto di non ritorno della crescita della potenza distruttiva dell'uomo. Ma ogni guerra è deformazione. Invece di transfigurare, sfigura e basta.
1978: la morte di Paolo VI. Papa del postconcilio, condusse la Chiesa in un periodo tempestoso, allorché - come disse in un celebre discorso - il fumo di Satana era penetrato perfino nel tempio di Dio. Papa Montini fu un grande uomo di Dio, fedele a Cristo come successore di Pietro nonostante le incomprensioni. Specialmente quelle intra-ecclesiali. Come disse il Giuss, il suo fu uno dei papati più luminosi.
Bene. Una buona notizia arrivata oggi: da settembre insegnerò storia e filosofia in una scuola privata di ispirazione cattolica della mia città. Sono contento e sorpreso. Tutto è accaduto velocemente. Mercoledì il primo colloquio telefonico col preside e oggi l'incontro di persona. Bene. E' quello che voglio fare.
Infine lascio una mia poesia sulla trasfigurazione scritta diversi anni fa.
Ciao
Z.
E Pietro aprì l'occhiopesante per il sonno;a seguire il maestro,dietro a lui, fin sulmonte, a pregare forse,fin su a pregare comeegli faceva spesso,di più in quei giorni.Anche Giacomo venne,pure Giovanni, quellogiovane, imberbe,con lui da quasi tre anni.E quanta strada poine han fatta insiemea quell'uomo e orasalivano al monte.Quel che egli videlo ammutolì, il fiatoevitò di uscire,gli altri due a boccaaperta, sbalorditi,già guardavano Cristo:destati li avevaun'armonia soave.La luce accesa sul voltoscaldava l'aria:il loro maestrotra Mosè ed Elia.Parlavano, si ode,di legge e di profeti.Parlavano con luisu una morte vicina.Gli istanti sembravanoeterni. E piangonoGiovanni e Giacomo,piange Pietro al vederel'inattesa bellezza,insperata mai.- Tre tende - balbetta-per voi, e starete qui sempre -.Mentre diceva questoavvolse una nubetutto e tutti.Pareva minacciare il cielo:che paura. La facciaa terra. Però una mano,una carezzacolma d'affetto amicodiede loro coraggio.Il volto normaledel loro rabbi, barbanera, le poveri vestidi sempre, infinelo sguardo eloquente:- Aspettate a dire -e ridiscesero il monte.
Nessun commento:
Posta un commento