venerdì 29 giugno 2007

imparare dagli altri

Penso che siate d'accordo che gli amici abbiano virtù che noi non possediamo. Che a noi difettano. Per esempio appena penso a qalche qualità, la pazienza la determinazione la mitezza l'entusiasmo l'autoitonia l'umiltà la razionalità (che è anch'essa una qualità, specia per gli emotivi come me), subito compaiono alla mente i volti di amici o conoscenti che brillano per qualcuna di queste virtù. Quando una situazione i richiede l'esercizio di una virtù, mi riesce più facile pensare a qualcuna di queste persone e avere la certezza che loro al mio posto farebbero così e così.
In tutte le persone ci sono positività. Anche se a volte si scoprono tardi. Abituarsi a scorgere quello che di buono c'è in ognuno.
Una massima che mi piace ripetermi è: Guarda gli altri come risorse.
Per un educatore, come diventerò io se riuscirò a fare l'insegnante, è la regola numero uno quella di saper valorizzare tutti.

Bene. Questo week end sono in Alto Adige/Sud Tirolo. Farò - tempo permettendo - una biciclettata sulla ciclabile Dobbiaco - Lienz, che a detta di alcuni è molto bella.
Z.

giovedì 28 giugno 2007

zia

mia zia è morta ieri. Una cosa è aspettarsi che un giorno o l'altro si sarebbe spenta, altro è apprendere la notizia. E vedere la salma. Che mistero è la morte dell'uomo. Come è un mistero il soffrire, il dolore. Un mistero salvato dall'assurdo (perché sarebbe privo di senso vivere per morire) solo dall'annuncio della resurrezione di Cristo.
Mi mancherai zia.
Z.

martedì 26 giugno 2007

morire

Dal salmo 8:
Cos'è l'uomo perché te ne ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Mi viene in mente pensando a mia zia, arrivata alla fine. E' là, assistita da mia madre e dai figli. Oggi ha ricevuto l'unzione degli infermi. Le parole non possono dire molto. Non ci sono tente parole da spendere. Le parole migliori sono quelle della preghiera.
Z.

lunedì 25 giugno 2007

vittime/2

Sarà che mia zia si sta aggravando e mia madre è da stamattina in visita da lei, ma oggi ripenso alla parola vittima. Cioè colui che soffre ingiustamente.
E mi vengono anche in mente i caschi blu morti ieri in Libano. Altre vittime. E vittime di un dio che vuole sacrifici umani. Preghiamo che non si crei nella Terra dei cedri un altro luogo caldo del terrorismo islamista. Dopo che Gaza è passata nelle mani di Hamas. Speriamolo, per i nostri soldati che sono là, per i libanesi e per la pace. Anche se per la pace bisognerebbe parare bellum, far capire a Siria e Iran che non si può soffiare impunemente sul fuoco. Solo Israele e gli USA lo dicono. Mi auguro che anche Sarkozy riveda le tradizionali posizioni di appeaseament della Francia.

Che caldo oggi.
Z.

domenica 24 giugno 2007

nascita san Giovanni il battista, massoneria e Medjugorje


Oggi la liturgia cattolica ricorda la nascita di Giovanni il battista, parente di Gesù di Nazareth e suo precursore. Fu l'ultimo dei profeti dell'antico Israele e stando a quanto disse di lui lo stesso Gesù fu il più grande tra i nati di donna. In effetti fu l'unico a nascere (non a essere concepito) senza le conseguenze del peccato originale dopo Gesù e Maria. Quando quest'ultima andò a trovare sua cugina Elisabetta nell'imminenza del parto, il bambino che aspettava le sussultò nel grembo per la vicinanza dell'altro bambino che Maria portava da poco in sé.

Si legge, da parte della teologia cattolica, questo scatto di gioia come liberazione dall'antica colpa per i meriti di Cristo.



Oggi è il 290 anniversario della nascita della moderna massoneria che ebbe inizio a Londra nel 1717 nella festa del santo. Ma anche - strana coincidenza - il 26° delle apparizioni di Maria ai veggenti di Medjugorje cominciate nel 1981.

La più potente nemica della chiesa cattolica nata nello stesso giorno delle più formidabili (perché cariche di grandi aspettative come riferito dai ragazzi) apparizioni moderne. Le ultime.

Z.


sabato 23 giugno 2007

vittime

Si può essere vittime in molti modi. Vittime dell'ingiustizia, del destino, della malvagità altrui ecc. C'è chi pensa che nascere è un male, e quindi ogni uomo è vittima del fatto di essere al mondo (pensiamo al Leopardi).
A seconda che si usi un'accezione più o meno larga del termine vittima il numero di persone che si possono includere è maggiore o minore.

Oggi penso a diverse cose, pensando a vittima. Precisamente: a tre persone e a un gruppo.
Penso a padre Bossi, ancora rapito e tenuto prigioniero - vittima - nelle Filippine.
Penso a mia zia, che sta vivendo gli ultimi suoi giorni di vita, perché vittima di una malattia inesorabile.
Penso a Bruno Contrada, in carcere, perché si ritiene vittima delle calunnie di collaboratori di giustizia, usati perfidamente dai magistrati che lo accusano.

Penso infine ai molti cristiani che vivono nei paesi musulmani del Medio Oriente: il loro numero nel tempo è drasticamente calato perché sono vittime dell'intolleranza e della violenza religiosa di ispirazione islamica.
E ha fatto bene Magdi Allam a proporre la manifestazione a Roma in loro aiuto.
Sarebbe desolato lo scenario del mondo senza una risposta a tutte le vittime, a chi subisce ingiustamente un male, di qualsiasi genere. Desolato perché senza senso:
come fa dire Shakespeare a Machbet (cui ho assistito ieri sera rappresentato appena fuori città nel giardino di una scuola):

La vita non è che un ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla"

[Macbeth, Atto V, Scena V].


Sarebbe...se Qualcuno non si fosse fatto vittima per tutti.
Z.


giovedì 21 giugno 2007

caldo

Oggi fa caldo, come ieri. E' un caldo umido, e non si ha nemmeno il conforto del mare.

Ma oggi è anche il solstizio d'estate, il sole sta...fermo: questo vuol dire. Cioè smette di nascere sempre un po' più spostato in direzione nord (ovviamente tenendo est come punto cardinale dell'alba!) per riprendere a spostarsi - solo apparentemente siamo noi che ci spostiamo - verso sud. E così per il tramonto: il punto è che il periodo tra alba e tramonto da domani continuerà a restringersi fino al solstizio d'inverno.

Oggi è il giorno più lungo, comunque, si ha più tempo. Passatelo bene.
Z.

mercoledì 20 giugno 2007

conversione/2


Torno a parlare un attimo dela conversione. Di una cosa sono radicalmente certo. Conversione è in primis una questione di mente, cervello, poi di cuore o azione.

Non cambia veramente il modo di agire se prima non sopraggiunge un nuovo modo di pensare, vedere le cose, giudicare: una nuova ottica.


In greco Paolo di Tarso per dire conversione usa la parola meta-noia, cioè cambiamento di mentalità.

Sembra strano all'apparenza, ma non è detto che sia più facile cambiare mentalità invece che condotta. Certamente le due cose vanno insieme e si influenzano reciprocamente, ma il primato è della mente.

Sempre Paolo nella Lettera ai Romani, siamo giustificati dalla fede non dalle opere.
Il quadro di Caravaggio che raffigura l'apostolo caduto a terra perché investito dalla rivelazione dall'alto fa capire di più perché egli percepiva chiaramente il primato della fede.
Ma profanamente anche le grandi imprese, individuale o collettive, dipendono da precisi stili di pensiero. Non si risana l'Italia senza che ci sia una mentalità adatta, dove ci sia meno rivendicazione di diritti e più darsi da fare, tanto per fare un esempio.

Z.

martedì 19 giugno 2007

Thelonious Monk


Ieri sera ho ascoltato del jazz dal vivo in un bel cortile nel centro storico della mia città. Il gruppo era formato da artisti tedeschi, di Berlino, e hanno offerto una rivisitazione dell'opera di Thelonious Monk, il grande pianista afroamericano.



E' bello ascoltare il jazz d'estate, specie se non fa troppo caldo. Non sono un gran esperto di questo genere, mi sono comperato alcuni grandi album: Kind of Blue di Miles Davis, Love Supreme di John Coltrane, Time Out di Dave Brubeck.

Penso che ascolterò qualche altro concerto jazz nelle prossime settimane, dato che in città c'è una buona offerta di tale genere di appuntamenti.



Ho pensato, per tornare al tema della scuola, che come c'è la materia di storia dell'arte, non vedo nulla di male ad aggiungere (magari facoltativa) la storia della musica. Ma che almeno giunga fino alla metà del 900, compreso il jazz quindi. Non capisco perché se i ragazzi devono sapere chi era Picasso e le avanguardie artistiche, non possano sapere chi era per esempio Stavinsky. Ma si potrebbe arrivare anche agli anni sessanta/settanta. Non si può negare l'importanza della musica come fenomeno di costume ma soprattutto catalizzatore delle aspirazioni, del disagio, della condizione delle generazioni. Il rock e la generazione degli anni 50 dopo la seconda guerra mondiale. Ma sempre la musica è stata espressione dello spirito del suo tempo: dello Geistzeit.



L'autore dello Zarathustra, Federico Nice (:-), era amico di Wagner, era di casa presso la sua famiglia. Questa vicinanza aveva a che fare anche con motivi filosofici (la ripresa nella musica wagneriana della dimensione dionisiaca, perdutasi dopo la grande tragedia classica a favore dell'apollineo). Poi arrivò la rottura, e c'entra sempre considerazioni non solo personali, ma appunto filosofiche. Ma ancora la Nascita della Tragedia era dedicata al musicista tedesco.

Bene.

Z.


lunedì 18 giugno 2007

credere in quello che si dice

Io ho fatto la SSIS, l'avevo già detto, e per una anno e mezzo - il tempo che è durata - ho imparato a insegnare, il che forse per alcuni è impossibile, un controsenso, ma qualcosa, anche per merito  di validi docenti, qualcosa è servito.
Ma qual è il segreto per essere un insegnante discretamente bravo (che è già molto senza ricorrere modelli troppo eccelsi)? Credere in quello che si dice.
Basta questo per far passare il messaggio, prima di ogni metodo. Non tutto si riduce a questo, ma senza di questo è meglio cambiare mestiere.

Che questo sia vero l'ho sperimentato sia quando ero alle superiori, allo scientifico, sia durante il tirocinio SSIS , sia nella brevissima esperienza di supplente.

L'ha affermato anche don Luigi Giussani, in questo breve video http://www.youtube.com/watch?v=64-PkQJyCug   tratto da un bellissimo servizio sulla sua vita andato in onda tempo fa su Rete 4.

Credere in quello che si dice: ripeto: sembra poco, ma è molto.
Z.

domenica 17 giugno 2007

conversione di san Francesco

Oggi il papa si è recato ad Assisi per l'ottavo centenario della conversione di Francesco. A proposito il più bel film che ho visto sulla vita del santo è Francesco di Liliana Cavani, con Micky Rourke protagonista in saio.
Ho pensato che per tutti deve venire il tempo di una conversione, cioò di scegliere cosa fare della propria vita, di dove indirizzare i proprio sforzi. Anche perché se non si è sceglie, si è scelti...è tanto semplice. Conversione: volgersi globalmente verso un ideale di bellezza che si intravede.
La conversione è tanto un momento della vita che la decide tutta (le grandi conversioni, penso oltre a Francesco, a Ignazio di Loyola a Pascal e la nuit de feu), quanto scelta di ogni giorno.
Z.

sabato 16 giugno 2007

bene, proviamo a scrivere. Come disse una volta Andy Warhol, tutti hanno diritto a 5 minuti di celebrità. Ma penso che sotto sotto non sia questo lo scopo di chiunque crea un blog, ma sia quello di aprirsi.
Questo sarà un blog definibile come "personale", ma non ho voglia di invilupparmi in paranoie personali. Sarà quel che sarà......aprire un blog è come lanciare un messaggio in una bottiglia e aspettare che qualcuno nel mare di internet la raccolga.

Sabato è terminato l'anno scolastico e io ho terminato il mio lavoro di supplente. Supplivo una professoressa di storia e filosofia. Una breve supplenza, due mesi scarsi, ma proficui e utili per me. E' stata la prima volta che sono entrato in classe come prof. Già la SSIS avevo fatto il tirocinio, ma ero solo uno uditore dell'insegnamento altrui, tranne le quattro ore di lezione che avevo tenuto. Mi ricordo ancora, Hegel in filosofia e gli Ottomani in storia.

Questa volta sono stato io il titolare, ho dovuto preparare le lezioni. Mi sono buttato a ripassare, quanti pomeriggi e sere passate a studiare per il giorno dopo. Ora ci ripenso con un sorriso. Ma è così per chi comincia a insegnare, poi quando ti fai esperienza tutto scorre liscio, forse il problema sarà quello di ripetersi e annoiarsi e annoiare.

La cosa più bella quando si insegna, è vedere il volto dei ragazzi illuminarsi per aver conosciuto qualcosa di nuovo, quando insomma si riesce a far centro e catturare l'attenzione, non per stravaganze varie dell'insegnante, ma per quel che si dice. E qualche volta ci sono riuscito.

Chissà a quando la prossima supplenza.
Z.

giovedì 14 giugno 2007

nuovo inizio

Ora inizio al mio blog, chissà se dura e se uscirà qualcosa di interessante per me e per chi leggerà.
A presto
Z.