martedì 19 giugno 2007

Thelonious Monk


Ieri sera ho ascoltato del jazz dal vivo in un bel cortile nel centro storico della mia città. Il gruppo era formato da artisti tedeschi, di Berlino, e hanno offerto una rivisitazione dell'opera di Thelonious Monk, il grande pianista afroamericano.



E' bello ascoltare il jazz d'estate, specie se non fa troppo caldo. Non sono un gran esperto di questo genere, mi sono comperato alcuni grandi album: Kind of Blue di Miles Davis, Love Supreme di John Coltrane, Time Out di Dave Brubeck.

Penso che ascolterò qualche altro concerto jazz nelle prossime settimane, dato che in città c'è una buona offerta di tale genere di appuntamenti.



Ho pensato, per tornare al tema della scuola, che come c'è la materia di storia dell'arte, non vedo nulla di male ad aggiungere (magari facoltativa) la storia della musica. Ma che almeno giunga fino alla metà del 900, compreso il jazz quindi. Non capisco perché se i ragazzi devono sapere chi era Picasso e le avanguardie artistiche, non possano sapere chi era per esempio Stavinsky. Ma si potrebbe arrivare anche agli anni sessanta/settanta. Non si può negare l'importanza della musica come fenomeno di costume ma soprattutto catalizzatore delle aspirazioni, del disagio, della condizione delle generazioni. Il rock e la generazione degli anni 50 dopo la seconda guerra mondiale. Ma sempre la musica è stata espressione dello spirito del suo tempo: dello Geistzeit.



L'autore dello Zarathustra, Federico Nice (:-), era amico di Wagner, era di casa presso la sua famiglia. Questa vicinanza aveva a che fare anche con motivi filosofici (la ripresa nella musica wagneriana della dimensione dionisiaca, perdutasi dopo la grande tragedia classica a favore dell'apollineo). Poi arrivò la rottura, e c'entra sempre considerazioni non solo personali, ma appunto filosofiche. Ma ancora la Nascita della Tragedia era dedicata al musicista tedesco.

Bene.

Z.


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