martedì 16 settembre 2008

Si riprende!

Ieri è ricominciata la scuola. Torniamo in classe e caliamoci nel lavoro dopo i mesi della pausa estiva.
E' bello ricominciare; con più slancio, forza e vita.

Z.

mercoledì 30 luglio 2008

31

Come si nota dal titolo oggi compio 31 anni.
Sto leggendo alcuni dialoghi di Platone, i primi in cui si descrive la personalità di Socrate, L'apologia, il Critone, il Fedone: grandiosi.
Vediamo come finirà quest'estate. Chissà i miei studenti di quinta, che non rivedrò a settembre, come stanno e cosa faranno. E cosa farò io, bisogna mirare sempre in alto, essere semprù più uomini, come Lui ci ha pensato e ci ha mostrato, solo così saremo felici. E il sacrificio, che non vuol dire che preferire un bene maggiore a un bene minore, che se scelto al posto del maggiore in realtà è un bene apparente, non spaventa, anzi è come accolto come qualcosa di prezioso.
L'atto di essere fa essere un singola e concreta cosa nella sua unicità (trascendentale dell'unum). Andare a fondo delle cose, non essere distratti, ma interessati; porre la giusta attenzione che ogni cosa o evento merita (fra l'altro di ogni evento o cosa è ricchissima di considerazioni e di relazioni con tutto il resto dell'universo mondo!). Specialmente degli uomini.
L'atteggiemento che si ha verso la realtà è lo stesso che si ha verso Cristo e viceversa.
Il cristiano è l'uomo vero: in questa breve affermazione c'è l'essenza del Cristianesimo, un modo di vivere la fede autentico e rivoluzionario rispetto ai pregiudizi correnti.
Un'altra affermazione, rubata al Giuss: Il cristianesimo non è il cielo che si apre, ma la terra che trema. Dice su per giù la stessa cosa della prima.
Ma è quello che intendeva dire Tommaso: Gratia non tollit naturam, sed perficit eam.
Buone vacanze cristiane!

Z.

giovedì 17 luglio 2008

Chiara Luce

Stasera mi sono imbattuto "casualmente" sul sito dedicato a Chiara Luce Badano.
Dopo il post per Chiara Lubich, di cui Chiara era figlia spirituale.
Il 3 luglio u.s. è stata dichiarata venerabile. Una ragazza morta a 19 anni venerabile. E quindi santa, cioè ha amato Gesù Cristo.
Trascrivo la preghiera.

www.chiaralucebadano.it

Preghiera
O Padre, principio di ogni bene
che per i meriti del tuo Figlio Gesù
susciti meraviglie di bontà in coloro
che si affidano al tuo amore,
ti rendiamo grazie per la testimonianza
cristiana di Chiara Badano.
Animata dall'ardore del tuo Spirito,
ha trovato nell'unione con Gesù
la luce per riconoscere nell'amore
l'ideale di vita e la forza di compiere,
in filiale abbandono alla tua volontà,
l'offerta della sua giovinezza
per il bene della Chiesa.
Se è conforma al tuo disegno che
l'esempio della Serva di Dio
venga proposto alla venerazione
dei fedeli, concedici, ti preghiamo,
la grazia ..... per l'esaltazione della
tua benevolenza di Padre.
Te lo chiediamo per Cristo,
nostro Signore. Amen

CHIARA LUCE BADANO
entrata in Paradiso il 7 ottobre 1990

Chiara, tu e tutti i giovani santi aiutate i ragazzi e i giovani (penso ora a tutti quelli della GMG a Sidney) a dire Si a Gesù Cristo.

La mia vita è piena di macchie, ma non deve essere questo a fermarmi. Ma la fiducua in Lui: come Chiara ha detto: «Fídati di Dio, poi hai fatto tutto» e anche «Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io».
Sul tuo esempio Chiara e con la tua intercessione, tanti possano ritrovare la strada.
Z.

lunedì 14 luglio 2008

Letture estive

Qualche parola su due saggi che sto leggendo.
Il primo si intitola Etica della ragione di Angelo Campodonico. Sono arrivato alla parte che tratta dei principi della ontologia, l'essenza e l'atto d'essere.
L'atto d'essere è l'energia che fa esistere, letteralmente sostiene nell'essere, le cose. E ciò che esiste è sempre individuale. Se lo stato d'animo adeguato a cogliere l'esistere in atto delle cose è lo stupore, la meraviglia (diversa da quella di cui parla Aristotele nella Metafisica), solo quando emerge l'unicità delle cose, la loro attuale singolarità, facciamo esperienza dell'actus essendi.
Il libro contiene tantissime altre pagine interessanti, con frequenti e per questo lodevoli riferimenti ad autori contemporanei. Cercavo proprio questo un libro di filosofia, di ispirazione cristiana, ma che si muove consapevolmente nel panorama filosofico attuale.
Utilizzerò le annotazioni che più mi colpiscono nelle lezioni a scuola. Qualunque cosa utile e valida va presa. Penso che sia il miglior complimento all'autore.
Pure l'altro libro contiene riflessioni profonde, è L'anima e il suo destino di Vito Mancuso. Libro discusso per le posizioni eterodosse, pur proclamandosi fedele all'essenza del cristianesimo. E' un testo che mi pare edito in sordina, ma che ha conosciuto una diffusione notevole, merito dell'argomento e della chiarezza di esposizione, virtù rarissima tanto nei filosofi quanto nei teologi. Finora l'unico capace di dire cose profonde a sottili in modo il più possibile alla portata di tutti è il card. Biffi. E per di più con squisito humour. Ascoltai di persona Mancuso, qui a Verona, ed è una persona cortese e semplice, come lo stesso stile di scrittura fa intuire. A prescindere dalle riserve sulle tesi esposte, mi piace la scrittura accessibile pur affrontando argomenti difficili. Inoltre ha il coraggio di pensare il contenuto della fede alla luce della scienza. Ripeto: i risultati non sono sempre convincenti, ma il metodo è giusto.

La fede che si vive va pensata.

Ciao
Z.

lunedì 23 giugno 2008

Ho cominciato a leggere.
Ho cominciato a studiare greco, come mi ero ripromesso da tempo. Il francese no, per ora passo.
Ho cominciato un corso di dizione.

C'è caldo qui, molto caldo: forse oggi la mia è la città più calda.
Questo significa che l'estate è arrivata, dopo settimane di pioggia di cui non si poteva più.

L'estate che avanza, cioè: che si avvicina e quel che ne rimane. Verbo polisemico.
Avanzo anch'io... in tutti e due i sensi. PErché la vita è polisemica.

Ciao
Z.

giovedì 12 giugno 2008

l'estate che avanza


Dammi una Vespa, l'estate che avanza, dammi una Vespa ti porto in vacanza...


Così cantavano i Lunapop nel loro fortunato album.


E l'estate sta avanzando veramente, seppur in sordina, dato il tempo perennemente variabile, con mezze giornate di pioggia, intervellate da ore d'afa.

Vabbeh.


Che faccio in estate? Sicuramente la dedico alla lettura e allo studio in modo sistemetico. Un estate molto sui libri, che non mi spaventa, perché unisco l'utile al dilettevole.


E poi? Fine agosto al mare come al solito. E magari un viaggio, qualche giorno, non so dove o con chi.


Penso ai miei studenti di quinti che cominceranno la maturità. Come sono dentro? Hanno ideali e mete? E io com'ero alla loro età? Ora rileggo le pagine del mio diario di quei tempi.

Avevo 19 anni. E' un diario che cominciai a 17 e l'ho concluso a 28 per una precisa ragione.

Rileggendo quei pensieri emergono le cose che mi occupavano la mente, allora come ora.


Scrivevo il 12 giugno 1996:




La stima è fondamentale in un rapporto tra maestro e
discepolo. Stima significa umiltà, vera voglia di imparare, stupore, significa
che uno sa domandare con tutto se stesso perché si rende conto della propria
limitatezza e ignoranza. Qualsiasi grand'uomo serba stima per qualcuno.

Mi rendo conto che l'uomo è completo nel senso che nessuna
forza in lui va sprecata. Chi è umile, lo è perché sa per che cosa esserlo, chi
ama sa perché è amato. In pratica nel cristiano non vi è niente che va sprecato,
non è l'uomo mutilato.


e il 9 luglio:



Scelta religiosa e scelta culturale.
Cambiare se stessi per cambiare il mondo. Ogni associazione cattolica deve
avere come nucleo la fede: la fede deve essere partenza a arrivo. Tutto questo
l'ho letto su Avvenire, in un articolo, un'intervista con il professore
Brague. In più egli ha fornito un'illuminante distinzione fra cristianesimo e
cristiano. Il primo è un fatto culturale e come tale se ne parla e se ne
discute. Il cristiano invece non si interessa del cristianesimo perché egli
prima di tutto ama Cristo e lo vuole seguire.
Nessun cristiano può essere cattolico. solo la Chiesa. Vivere in comunione
è fondamentale per il cristiano, ma il tipo di comunione deve essere una
comunità riunita attorno alla fede: famiglia, associazioni, movimenti. Ci si
riunisce intorno a un fatto esterno e non a un progetto.
Quindi io direi: approfondiamo la fede, personalmente (perché è un'adesione
dell'io) e comunitariamente (perché è reale e vera e porta all'amore e
all'incontro, e senza comunità sia come uomo che come cristiano sarei morto) per
giungere alla santità. Da tutto questo può uscirne e deve uscirne una spinta a
vivere e agire, pensare e creare, con spirito cristiano. Il migliore dialogo con
il mondo lo si può fare se prima si ha chiara la propria identità.
Quindi impegno politico, sociale, scolastico, finanziario. Per edificare
quella società, a detta del Conciilo, in cui tutto l'uomo sia realizzato a
seconda della propria personalità e su diversi livelli di agire.

Esami il 18.

Ciò che più mi stupisce di me stesso è l'incostanza, forse il vero peccato.
Mi prometto qualcosa alla mattina e tutto cade e precipita prima di sera.

La santità è un cammino che riserba la croce e richiede fatica, giogo
benché facile e leggero perché portato con gioia. Prima di imputare
responsabilità ad altri, come la pastorale, magari pur vere, della difficile
coerenza e fievole testimonianza, occorre cominciare da se stessi amando Cristo.
E' l'unica scelta che santifica.
Cominciare a essere cristiano hit et nunc.
Ciò che noi siamo non è scritto in nessun documento e carta d'identità. Noi
siamo il popolo di Dio, la Sua stirpe.
La santità prima di tutto è un mistero. La santità che è la pienezza umana
e la conferma del messaggio divino della Chiesa, perché senza Chiesa non vi è
santità, è accessibile a tutti i battezzati in ogni luogo e momento. Come per
essere cristiani bisogna decidersi hic et nunc, la santità fiorisce, grazie a
Dio, dovunque e sempre.
Se la santità dovesse seguire la pastorale della Chiesa, che muta e si
rinnova col tempo, non ci sarebbero stati santi. In realtà la Chiesa non si
rinnova, ma si santifica. Non si ripensa, ma annuncia con uguale forza, ma in
più lingue e con diversi modi l'unica verità, umanamente divina, divinamente
umana di Cristo.



Ho scritto troppo in questo post.

ciao

Z.

venerdì 6 giugno 2008

Fine della scuola



Oggi è finita la scuola. Scuola: quanto c'è in questa parola! C'è la vita nella sua dinamica interna: percorso verso la maturità. Ascesi. Lavoro. Sacrificio, ma compagnia.


Oggi è finita, rivedrò i miei ragazzi fra tre mesi, troppi. E già mi mancano. Sarò patetico, ma già mi mancano. Domani mattina non varcherò i portoni della scuola per le due ore del sabato, storia e filosofia. Niente medioevo, niente filosofia antica.


Non che sia tutto facile: i ragazzi avevano i compiti, ma il mio compito permanente era quello di prepararmi; poi i rapporti con le classi, tra colleghi. Ci sono stati i problemi: come tutti ho anch'io i miei difetti; qualche errore l'ho commesso nella didattica e nella valutazione,certamente dovuti alla poca esperienza. L'anno prossimo qualche cosa non la ripeterò allo stesso modo.


Però, nonostante tutto, che gratificante esperienza ho avuto nell'essere chiamato a insegnare! E' il mestiere più bello del mondo! Assomiglia a quello del genitore, del padre. Far crescere: maestro da magister: colui che è più grande, ma proprio perché è più grande può rendere tali i ragazzi.


Dare quello che mi è stato ricevuto: questo devo fare. Mi viene in mente quello che diceva fra sé il Giuss salendo i scalini del Berchet: Devo dare a loro quello che ho ricevuto.


Ma, onestamente e fortunatamente, nel dare qualcosa ho ricevuto. Nessuna esperienza (vera) passa indenne: l'anno scolastico mi ha portato in dono la conoscenza dei colleghi (quanti nomi mi vengono in mente...), ovviamente degli studenti. L'opportunità di approfondire le materie che amo. Le conversazioni con i colleghi. Le conferenze e gli incontri. La gita. E tutto il resto...quanta umanità.


Questi mesi li userò molto per prepararmi bene, in modo da essere sempre utile

Ecco un primo elenco di principi del professore (frutto delle buone pratiche altrui e mie. So che sono generali e profnde, ma poco concrete. Ma i principi si trovano a questo livello. Se non si parte da qui, la sfida educativa quotidiana è già persa).

  1. Insegnare è più che un mestiere, è un compito.

  2. Il compito dell'insegnante è l'educazione: introdurre alla realtà totale.

  3. Per questo un insegnante non è solo un professionista di un ramo di sapere, ma il continuatore dell'opera dei genitori.

  4. Aiutare nella crescita, far maturare: per questo c'è una sola via: dare ragioni per vivere e testimoniare in prima persona.

  5. Prima di informazioni, è il tono affettivo che prevale: bisogna essere e farsi percepire come una presenza amica del ragazzo.

  6. Guardare negli occhi, a uno a uno, e dire tra sé: nonostante la mia pochezza, ti darò tutto quello che posso.

Per ora può bastare.

Z.