venerdì 6 giugno 2008

Fine della scuola



Oggi è finita la scuola. Scuola: quanto c'è in questa parola! C'è la vita nella sua dinamica interna: percorso verso la maturità. Ascesi. Lavoro. Sacrificio, ma compagnia.


Oggi è finita, rivedrò i miei ragazzi fra tre mesi, troppi. E già mi mancano. Sarò patetico, ma già mi mancano. Domani mattina non varcherò i portoni della scuola per le due ore del sabato, storia e filosofia. Niente medioevo, niente filosofia antica.


Non che sia tutto facile: i ragazzi avevano i compiti, ma il mio compito permanente era quello di prepararmi; poi i rapporti con le classi, tra colleghi. Ci sono stati i problemi: come tutti ho anch'io i miei difetti; qualche errore l'ho commesso nella didattica e nella valutazione,certamente dovuti alla poca esperienza. L'anno prossimo qualche cosa non la ripeterò allo stesso modo.


Però, nonostante tutto, che gratificante esperienza ho avuto nell'essere chiamato a insegnare! E' il mestiere più bello del mondo! Assomiglia a quello del genitore, del padre. Far crescere: maestro da magister: colui che è più grande, ma proprio perché è più grande può rendere tali i ragazzi.


Dare quello che mi è stato ricevuto: questo devo fare. Mi viene in mente quello che diceva fra sé il Giuss salendo i scalini del Berchet: Devo dare a loro quello che ho ricevuto.


Ma, onestamente e fortunatamente, nel dare qualcosa ho ricevuto. Nessuna esperienza (vera) passa indenne: l'anno scolastico mi ha portato in dono la conoscenza dei colleghi (quanti nomi mi vengono in mente...), ovviamente degli studenti. L'opportunità di approfondire le materie che amo. Le conversazioni con i colleghi. Le conferenze e gli incontri. La gita. E tutto il resto...quanta umanità.


Questi mesi li userò molto per prepararmi bene, in modo da essere sempre utile

Ecco un primo elenco di principi del professore (frutto delle buone pratiche altrui e mie. So che sono generali e profnde, ma poco concrete. Ma i principi si trovano a questo livello. Se non si parte da qui, la sfida educativa quotidiana è già persa).

  1. Insegnare è più che un mestiere, è un compito.

  2. Il compito dell'insegnante è l'educazione: introdurre alla realtà totale.

  3. Per questo un insegnante non è solo un professionista di un ramo di sapere, ma il continuatore dell'opera dei genitori.

  4. Aiutare nella crescita, far maturare: per questo c'è una sola via: dare ragioni per vivere e testimoniare in prima persona.

  5. Prima di informazioni, è il tono affettivo che prevale: bisogna essere e farsi percepire come una presenza amica del ragazzo.

  6. Guardare negli occhi, a uno a uno, e dire tra sé: nonostante la mia pochezza, ti darò tutto quello che posso.

Per ora può bastare.

Z.

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