sabato 28 luglio 2007

30 anni 30

Dopodomani compio trent'anni. Non sono tanti, almeno per la mentalità comune. Ma sono già abbastanza per un bilancio. Come dicevo poco fa al telefono al mio amico M., quello che fa pensare non è tanto arrivarci, ai 30, ma come ci si arriva. Vabbeh... vorrei essere un honnet homme come diceva Pascal nei Pensée. O come scriveva Josemarìa Escrivà all'inizio del Camino: un anima di criterio.
Mi piacerebbe (ma non devo dire solo che mi piace, devo volerlo che diamine) poter affermare di me: umanamente ci siamo. Come ha detto un prete al papa nell'uincontro con i sacerdoti delle diocesi di Treviso e Belluno.
A proposito di Belluno, sto ascoltando l'album "Non voglio che Clara", band bellunese, che mi hanno regalato ieri sera i miei amici. Ci siamo ritrovati su mio invito presso un bar in collina, bellissimo posto, all'aperto, ventilato. Ho offerto da bere a tutti. Mi è costato un po', ma 30 anni si compiono una volta sola.
Ora lascio perché tra poco vado al ristorante a festeggiare con la mia famiglia, mia madre, mia zia e mio fratello gemello, che ovviamente festeggia anche lui.
Salut et joyeux anniversaire !
Z.

giovedì 26 luglio 2007

L'eroe dei due mondi






Di Giuseppe Garibaldi si festeggia quest'anno il 200° della nascita, avvenuta a Nizza il 4 luglio. Assieme a Mazzini, Cavour e pochi altri è uno dei protagonisti indiscussi del nostro Risorgimento. Un padre della patria.



Come ho sentito dire dal prof di storia che avevo alla SSIS - uno di quei prof che ti fanno venir voglia di essere docente - Garibaldi fu un grandissimo uomo d'azione, ma di politica capù poco o niente. Tant'è vero che fu più che altro usato da quella volpe di Cavour.



Però senza Garibaldi, il sud non sarebbe stato incluso nel nascente stato italiano, almeno non in quegli anni, forse più avanti. E questo non necessariamente sarebbe stato un male, vista come è avvenuta l'unificazione: attraverso una centralizzazione soffocante le identità locali. L'ottanta per cento degli intellettuali dell'epoca erano a favore del federalismo! Infatti l'Italia era già unita, ma dal punto di vista culturale e religioso. Ma divisa in tqante entità regionali dalla storia secolare. Il termine tedesco per Italia, ITALIEN, vuol dire appunto LE Italie.



Andò nel modo peggiore: una unificazione fatta accentrando e uniformizzando e ispirata da intenti anticlericali.

Quanto il federalismo fa fatica ad affermarsi nel nostro paese è sotto gli occhi.

Ciao e w l'Italia.

Z.

mercoledì 25 luglio 2007

appelli

L'ultimo appello con raccolta di firme che ho sentito è stato quello recenta fatto dalla rivista Reset contro le affermazioni del coraggioso Magdi Allam. Con questo appello ho poco da spartire.

Gli appelli invece cui ho aderito sottoscrivendoli tramite internet sono stati tre. Sostenevano diverse case, ma tutte e tre caratterizzate da legami.

Sono:
  1. l'appello per l'educazione del popolo - www.appelloeducazione.it
  2. per il padre - http://www.claudio-rise.it/documento_per_il_padre.htm
  3. per l'occidente

Sono appelli a cui non si può aderire perché dovrebbe essere passato troppo tempo. Ma non è venuta meno la loro attualità. E mi ci ritrovo in pieno.

Z.

venerdì 20 luglio 2007

Democrazia: gioia e dolori

Finalmente padre Giancarlo Bossi, missionario del PIME è libero! Grazie a Dio e a tutti quelli che hanno contribuito alla sua liberazione. E colpisce che le sue parole siano state subito quelle di voler tornare tra la sua gente. Cuore di missionario.

Cambiamo argomento, decisamente.

Il nostro ministro degli esteri che sparla su Hamas.
Il governo che riforma la legge Maroni sulle pensioni, aggravando il costo.
Ma perché ci dobbiamo tenere questo governo?

E' la democrazia, bellezza.

Z.

giovedì 19 luglio 2007

sfogo populista (la mmetto in anticipo)

L'altro giorno ho firmato per il referendum sulla legge elettorale. Non è forse la soluzione migliore quella di utilizzare la scure del referendum, una buona legge elettorale fatta dal parlamento. Ma chi pensa che il parlamento - e questo in particolare - sia capace di approvarne una, sta sognando. A volte mi prende un'eccesso di popolismo demagogico, e mi verrebbe da mandarli tutti a casa, come dice Beppe Grillo nel suo blog. E non simpatizzo per il comico genovese, perché è un comico un uomo di spettacolo non un politico.
L'ha scritto anche Angelo Panebianco sul Corsera, il referendum è l'unica cosa che ci è rimasta per migliorare un po' la situazione. Forse non servirà a niente, a complicare solo le cose.
La verità è che la legge elettorale andrebbe formulata assieme a una riforma delle istituzioni, della costituzione. Ci andammo vicini l'anno scorso col referendum confermativo. Magari fosse passato, avremmo avuto finalmente la seconda repubblica.
La verità è che, al netto dei nostri meriti (che pur ci sono e tanti ma non avrebbe senso usarli coma alibi), siamo un paese fondato sulle rendite, poco dinamico, viaviamo di privilegi e assistenzialismo statale. Pensiamo ai recentissimi avvenimenti: la trattativa per le pensioni, con mezzo mondo che ci invita a non sperperare i soldi. E il mezzo fallimento di Alitalia.
Abbiamo un'archittettura istituzionale superata, costosa e lenta. Un parlamentarismo che rende i governi deboli e che facilita la partitocrazia.
Dei sindacati che tutelano i privilegiati. Una sinistra radicale fuori dal tempo. Miope, una palla al piede per il paese.
Un altro miraggio, sarebbe che qualche governo si ponesse come obiettivi i 13 punti enunziati da Daniele Capezzone in Decidere.
Non so, è vero che l'Italia va, tutto sommato va. Ma è come se andasse non grazie alla politica, ma malgrado la politica. Lo so che non è sempre vero, ma...
Che poi a dirla tutta, qual è la causa dei grandi problemi in economia, bioetica, debito? La sinistra erede del PCI e la sinistra democristiana.

Z.

mercoledì 18 luglio 2007

rimpianti

Il sottofondo sonoro di questo post dovrebbe essere "incontro" di Guccini. Parla di un amore finito e di due che si rincontrano dopo 10 anni.
Lo so, il mio proposito era di non parlare troppo di me stesso, ma oggi farò un'eccezione. E' che stanotte mi è capitato di sognarla ancora. Chi? Parlo di di S., una ragazza di cui ero (lo sono tuttora?) innamorato e che è la più importante fra tutte quelle per cui ho provato qualcosa.
Lo so, sto scivolando nel patetico e sentimentale, ma come ho detto stanotte l'ho risognata. Mi capita raramente, che so una volta all'anno. Per questo mi concedo una deroga.
Il sogno mi ha confermato però due verità: la prima è che con lei ho affinità. Secondo, che oramai non c'è più occasione di rivedersi. La nostra amicizia vive di passato e di ricordi. Tre anni fa la rividi, avrei voluto forse creare qualcosa, ma lei aveva altri progetti in mente.
Ho voluto io così: al tempo dell'niversità era chiaro che le piacevo, ma non ho voluto impegnarmi. Conoscere la fatica e la bellezza della vita a due.
E ora ho solo cocci fra le mani, che ogni tanto vengono a bussare nei sogni.
Non bisogna vivere di rimpianti. Ma a 30 anni, qualche bilancio si può fare.
Cara S. buona fortuna.
tuo Z.

martedì 17 luglio 2007

aree calde




Ieri e oggi fa caldo, ma davvero caldo, non il solito caldo estivo che agognamo in inverno, ma il caldo che fa star male.


Caldo italiano ed europeo a parte, quali sono le aree calde nel mondo? Tante, quante quelle in cui viverci è un'impresa e sopravvivere è forse l'occupazione quotidiana. Sono le aree senza pace, quelle cioè senza una vera democrazia.

Pensiamo al Medio oriente, la Palestina che precipita sempre più nel caos. E veramente il fondo si riteneva di averlo toccato già più di una volta.

Non parliamo dell'Iraq, dove sangue di innocenti viene sparso giornalmente. Non ci facciamo quasi più caso al consueto bollettino di guerra che ci viene dai media.

E poi Iran, il Pakistan...e il sud delle Filippine dove padre Bossi è sequestrato. Il terrorismo islamista è un nuovo totalitarismo che ha dichiarato guerra. E dovremo combattere per anni e anni. E prepararci a eventi dolorosi

Uscendo da quell'area bisogna ricordare il Venezuela, la compressione delle libertà da parte del caudillo Chavez, e la Cina e la Corea del Nord...al confronto l'Italia è un paradiso.


Per un cristiano che sa che il suo Signore ha vinto il mondo e governa la storia, occorre pregare e operare con tutti quelli che vogliono pace e giustizia.

Intanto do il mio contributo e stasera recito il rosario. Per padre Giancarlo Bossi e i cristiani e gli stessi musulmani oggetto di violenza.

Ciao
Z.

lunedì 16 luglio 2007

Carlino e l'infinito


Ciao.

Scrivere su questo blog sta diventando per me una piacevole abitudine, anche se sono abbastanza certo che non mi legge nessuno. Ma non importa, so che la possibilità remota che qualcuno dia una sbirciatina c'è, e questo mi basta. Per tanti anni ho tenuto un diario personale e segreto - più di mille pagine - ma ovviamente l'unico lettore sapevo di essere solo io. E questo era un limite, nel senso che le riflessioni che scrivevo tendevano troppo spesso a trascinarmi nel mio mondo. Insomma scrivevo troppo di me, dei miei ricordi esperienze sentimenti e stati d'animo, ma in maniera soggettiva. Anche ora non posso che scrivere a partire da me, è inevitabile. Ma la consapevolezza di avere dei lettori mi impone delle condizioni salutari: quelle di non essere troppo intimo, scrivo sotto anonimato ma...non si sa mai. Secondo: non avrebbe senso parlare dei fatti miei solamente, poco interesse per me e quasi nessuno il resto dei naviganti.

Scrivere qua è una piccola forma da attività autoterapeutica contro l'eccesso di soggettivismo che che rischia un carattere fortemente secondario come il mio.


La regola è: non parlare di sé, ma a partire da sè. Ho voluto dire questo nel sottotitolo del blog: Dal mio mondo al mondo.



Sto leggendo Le conffesioni di un italiano, e ieri notte sono arrivato a un punto molto bello che merita trascriverlo. Quando Carlino, il protagonista, si avventura fuori dal castello verso posti mai prima esplorati e si ferma attonito davanti al tramonto. E istintivamente si inginocchia. E pensa a Dio. E prega.



D'improvviso, i canali e il gran lago dove sboccavano, diventarono tutti di fuoco; e quel lontanissimo azzurro misterioso si mutò in un'iride immensa e guizzante, dei colori più diversi e vivaci. Il cielo fiammeggiante ci si specchiava dentro, e di momento in momento lo spettacolo si dilatava, s'abbelliva agli occhi miei, e prendeva tutte le apparenze ideali e quasi impossibili d'un sogno.

Volete crederlo? Io cascai in ginocchio, come Voltaire sul Grutli, quando pronunziò dinanzi a Dio l'unico articolo del suo credo. Dio venne in mente anche a me; quel buono e grande Iddio che è nella natura, padre di tutti e per tutti. Adorai, piansi, pregai; e debbo anche confessare che l'animo mio, sbattuto poi dalle maggiori tempeste, si rifugiò sovente nella memoria fanciullesca di quel momento, per riavere un barlume di speranza.


Questo episodio letterario mi fa ricordare l'episodio vero di don Giussani bambino (più o meno la stessa età del protagonista Carlino) che camminando con la madre una mattine in mezzo la campagna, davanti allo spettacolo del sole sentì dire da lei "Com'è bello il mondo e com'è grande Dio". Parole che il fondatore di CL non dimenticherà più.


Un ultima cosa. Nel testo citato si fa rimerimento a Voltaire, l'illuminista e anticlericale, che di fronte al sorgere del sole mentre era su un monte in Svizzera, pare abbia esclamato: "O Dio potente, io credo".




Ciao.

Z.

sabato 14 luglio 2007

Francia



Dimenticavo di aggiungere il tricolore francese, che ci ricorda - per le assomiglianze - il nostro. Siamo cugini, d'altronde.

A proposito voglio cominciare a studiare un po' il francese. Non penso di essere portato, ma qualche acca la vorrei parlare.

Au revoir!

Z.

Festa della Francia

Certo è che la Francia ha giocato un ruolo più che centrale nella modernità, in misura particolarmente evidente dalla Rivolution dell'89, nel bene e nel male (ma non solo nel male) un evento spartiacque dell'Europa, di cui noi siamo figli. Come controprova della crucialità della Francia, basti ricordare che è stato anche il paese in cui sono avvenute alcune delle più famose apparizioni mariane, da Rue du Bac del 1830 a La Salette del 1846 a Lourdes del 1858. E' una controstoria scritta dalla Regina della Pace.
Noi italiani dei francesi siamo i cugini, termine che - anche se non ci si fa caso - denota una riduzione, un ruolo un po' marginale. Si dice che la Francia è quel che sarebbe l'Italia senza i suoi difetti. Qualcosa di vero c'è. Il nostro per esempio è uno statalismo spendaccione e sprecone, il loro più efficiente.
Detto questo, non mi piaceva la Francia di Chirac, che si defila dalla guerra in Iraq contro il comune nemico jihadista, con motivazioni economiche ammantate da nobili ideali.
Sono contento che sia stato eletto Sarkozy. E' carismatico, ha la stoffa del leader. L'ho visto al TG1 oggi durante la festa della Repubblica che si faceva fotografare con gruppi di cittadini, tra cui bambini disabili. Non fingeva, mostrava di trovarsi volentieri e doverosamente lì con loro.
Bene, vive la France, w l'Europa.
Z.

giovedì 12 luglio 2007

Il patrono d'Europa

Ieri era la festa di san Benedetto da Norcia, patrono d'Europa assieme ai fratelli Cirillo e Metodio. Mi sono colpevolmente dimenticato.
Il nostro papa si chiama così anche in riferimento a lui, fondatore del monachesimo occidentale.
Credenti o no, meglio non dimenticare le nostre radici.

Ieri sera ho visto al cinema vicino a casa mia "Notturno bus" con Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno. Come ho letto in una recensione, questo film dimostra che il cinema italiano non è morto. Ma con buone storie e professionalità riesce a dare buoni risultati.

Il papa ne ha combinate (scherzo ovviamente!) delle sue: prima ha liberalizzato il rito di san Pio V, e subito dopo - appena partito per la vacanza in montagna - ha fatto uscire da parte della Congregazione per la dottrina della fede i 5 Responsa. Sarà politically uncorrect ma devo dire che sono fastidiosi i commenti usciti da parte cristiana, e specialmente cattolica, alla pubblicazione. Specie da parte cattolica, col solito Alberto Melloni a disquisire dottamente sulla inopportunità di certe decisioni papali, quasi volesse insegnare al papa il suo mestiere e 
anteporre alla sequela di Cristo e del Suo vicario la fedeltà al concilio vaticano II, anzi alla loro interpretazione del concilio.

Riporto quello che ha scritto Langone sul Foglio di oggi nella sua "Preghiera". E' forte, ma quando ci vuole ci vuole.

Protestano ancora questi
protestanti? Per quanto
ancora approfitteranno
delle loro corde vocali, abusando della
stessa libertà divina che lascia i pungiglioni
alle zanzare, le spine ai rovi, gli uncini
alle tenie? Non si vergognano gli anglicani
non dico di parlare ma di esistere,
loro che non fanno parte di una chiesa ma
di ciò che rimane di un’associazione a delinquere
messa in piedi dal serial killer
Enrico VIII? E che dire dei dossettiani che
ormai esistono solo sulle pagine del Corriere
della Sera, quel giornale vintage, e
nella lingua biforcuta del serpente Alberto
Melloni? E della “Comunità delle chiese
protestanti d’Europa”, un secchio di
poltiglie a cui nessuna colla potrà ridare
forma, che si sente attaccata in una identità
che non è nemmeno capace di definire?
E dei valdesi del barbetto Daniele
Garrone che si compiace della fine della
civiltà cristiana preferendo quindi la barbarie
pagana? Cristo, pietà.



A presto.
Z.

mercoledì 11 luglio 2007

viaggi/2



Come scrivevo, dopo Milano e la puntatina a Genova (che mi lasciò la faccia un po' così che mi ritrovo) sono andato ad Asiago, sull'altipiano, quattro giorni e non un anno come Lussu.
Asiago è bella, adagiata nel mezzo di uno scenario paesaggistico che mi rincuora ogni volta che ci metto piede. Erano due anno che non ci andavo. Ho colto anche l'occasione per visitare nuovamente il Sacrario di Asiago...la prima guerra mondiale. Due anni fa salii sull'Ortigara. Chissà come vivevano e cosa pensavano provavano quei poveri uomini mandati a farsi sparare e fare a brandelli. Voglio conoscere più a fondo la storia della Grande Guerra anche per saperla spiegare ai ragazzi di 5 in una futura docenza. Quando cominciò la supplenza in aprile trovai i ragazzi ai primi anni Venti. Con loro feci la Seconda guerra mondiale ma in fretta e furia.

Oggi ho letto sull'edizione elettronica del foglio la paginata di Camillo Langone sull'aldilà. E' all'interno di una serie di interventi tra il serio e il faceto (e meno male che ci sono entrambi a puntellare gli scritti che stanno comparendo) sulla morte e il dopo: pensieri sulla fine.
Langone per me è un mezzo mito, un maitre a penser che non sa di esserlo e forse non lo è ma per questo mi piace sempre leggerlo. Una volta aveva anche risposto a una mia mail in cui gli chiedevo di poterlo incontrare se mai fosse capitato di nuovo nella mia città, in cui lui aveva vissuto. Mi rispose, e fu gentile a farlo.

Su ad Asiago non ho letto nemmeno una riga in più di Nievo, ma in compenso ho finito un libretto che perora la causa della priorità dei doveri sui diritti. Il dovere costruisce, il diritto (fine a se stesso) dissipa. Dovere è essere a disposizione, diritto è avere a disposizione. Il dovere col quale si intendono i valori non negoziabili da promuovere e le regole da seguire per essere fedeli all'indisponibile è la condizione per una società che sa veramente integrare chi arriva (e respingere chi non vuole con-vivere).


Finisco con il testo delle prime due feste di una canzone Monte Canino dolorosamente celebre cantata dalle truppe che andavano al fronte a combattere nel 15-18.
Ciao
Z.

Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
quel lungo treno che andava al confine.
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!

Dopo tre giorni di strada ferrata,
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...


sabato 7 luglio 2007

viaggi

Non posso dire di avere in mente di fare grandi viaggi questa estate. Ieri sono tornato da Milano, dove sono stato 4 giorni per rivedere amici e tagliare l'aria dalla mia città. Sono andato una sera alla Milanesiana, quando c'erano Werner Herzog (di cui non ho mai visto un film) e Fleur Jaeggy.
Già che ero a Milano, ho approfittato per fare una capatina a Genova. Era da tempo che avevo l'idea di andarci. Non ho visitato molto, a parte l'acquario. Ho impiegato la mezza giornata a disposizione per girare tra i caruggi. Sono passato per Via del Campo, resa celebre da Faber:

Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina

Oggi vado qualche giorno ad Asiago, sull'altipiano. Altra storia, niente mare, ma montagna. Luogo che concilia la lettura. Spero di andare avanti con il romanzo di Nievo.

Ci sentiamo presto

Z.

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lunedì 2 luglio 2007

lingua

Ieri sera sono tornato dall'Alto Adige/Sud Tirolo. Bella la biciclettata Dobbiaco - Lienz, 44 km in leggera discesa (per la verità un po' troppo facili, spesso non c'era bidogno di pedalare!).

Spero che il motu proprio sulla messa in latino secondo il Messale di san Pio V (riformato da Giovanni XXIII) sia emanato prima possibile. Secondo i giornali è imminente. Bene, la lingua non è questione di poca cosa. Chiedi in Alto Adige...
Z.