Certo è che la Francia ha giocato un ruolo più che centrale nella modernità, in misura particolarmente evidente dalla Rivolution dell'89, nel bene e nel male (ma non solo nel male) un evento spartiacque dell'Europa, di cui noi siamo figli. Come controprova della crucialità della Francia, basti ricordare che è stato anche il paese in cui sono avvenute alcune delle più famose apparizioni mariane, da Rue du Bac del 1830 a La Salette del 1846 a Lourdes del 1858. E' una controstoria scritta dalla Regina della Pace.
Noi italiani dei francesi siamo i cugini, termine che - anche se non ci si fa caso - denota una riduzione, un ruolo un po' marginale. Si dice che la Francia è quel che sarebbe l'Italia senza i suoi difetti. Qualcosa di vero c'è. Il nostro per esempio è uno statalismo spendaccione e sprecone, il loro più efficiente.
Detto questo, non mi piaceva la Francia di Chirac, che si defila dalla guerra in Iraq contro il comune nemico jihadista, con motivazioni economiche ammantate da nobili ideali.
Sono contento che sia stato eletto Sarkozy. E' carismatico, ha la stoffa del leader. L'ho visto al TG1 oggi durante la festa della Repubblica che si faceva fotografare con gruppi di cittadini, tra cui bambini disabili. Non fingeva, mostrava di trovarsi volentieri e doverosamente lì con loro.
Bene, vive la France, w l'Europa.
Z.
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