giovedì 19 luglio 2007

sfogo populista (la mmetto in anticipo)

L'altro giorno ho firmato per il referendum sulla legge elettorale. Non è forse la soluzione migliore quella di utilizzare la scure del referendum, una buona legge elettorale fatta dal parlamento. Ma chi pensa che il parlamento - e questo in particolare - sia capace di approvarne una, sta sognando. A volte mi prende un'eccesso di popolismo demagogico, e mi verrebbe da mandarli tutti a casa, come dice Beppe Grillo nel suo blog. E non simpatizzo per il comico genovese, perché è un comico un uomo di spettacolo non un politico.
L'ha scritto anche Angelo Panebianco sul Corsera, il referendum è l'unica cosa che ci è rimasta per migliorare un po' la situazione. Forse non servirà a niente, a complicare solo le cose.
La verità è che la legge elettorale andrebbe formulata assieme a una riforma delle istituzioni, della costituzione. Ci andammo vicini l'anno scorso col referendum confermativo. Magari fosse passato, avremmo avuto finalmente la seconda repubblica.
La verità è che, al netto dei nostri meriti (che pur ci sono e tanti ma non avrebbe senso usarli coma alibi), siamo un paese fondato sulle rendite, poco dinamico, viaviamo di privilegi e assistenzialismo statale. Pensiamo ai recentissimi avvenimenti: la trattativa per le pensioni, con mezzo mondo che ci invita a non sperperare i soldi. E il mezzo fallimento di Alitalia.
Abbiamo un'archittettura istituzionale superata, costosa e lenta. Un parlamentarismo che rende i governi deboli e che facilita la partitocrazia.
Dei sindacati che tutelano i privilegiati. Una sinistra radicale fuori dal tempo. Miope, una palla al piede per il paese.
Un altro miraggio, sarebbe che qualche governo si ponesse come obiettivi i 13 punti enunziati da Daniele Capezzone in Decidere.
Non so, è vero che l'Italia va, tutto sommato va. Ma è come se andasse non grazie alla politica, ma malgrado la politica. Lo so che non è sempre vero, ma...
Che poi a dirla tutta, qual è la causa dei grandi problemi in economia, bioetica, debito? La sinistra erede del PCI e la sinistra democristiana.

Z.

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