
Come scrivevo, dopo Milano e la puntatina a Genova (che mi lasciò la faccia un po' così che mi ritrovo) sono andato ad Asiago, sull'altipiano, quattro giorni e non un anno come Lussu.
Asiago è bella, adagiata nel mezzo di uno scenario paesaggistico che mi rincuora ogni volta che ci metto piede. Erano due anno che non ci andavo. Ho colto anche l'occasione per visitare nuovamente il Sacrario di Asiago...la prima guerra mondiale. Due anni fa salii sull'Ortigara. Chissà come vivevano e cosa pensavano provavano quei poveri uomini mandati a farsi sparare e fare a brandelli. Voglio conoscere più a fondo la storia della Grande Guerra anche per saperla spiegare ai ragazzi di 5 in una futura docenza. Quando cominciò la supplenza in aprile trovai i ragazzi ai primi anni Venti. Con loro feci la Seconda guerra mondiale ma in fretta e furia.
Oggi ho letto sull'edizione elettronica del foglio la paginata di Camillo Langone sull'aldilà. E' all'interno di una serie di interventi tra il serio e il faceto (e meno male che ci sono entrambi a puntellare gli scritti che stanno comparendo) sulla morte e il dopo: pensieri sulla fine.
Langone per me è un mezzo mito, un maitre a penser che non sa di esserlo e forse non lo è ma per questo mi piace sempre leggerlo. Una volta aveva anche risposto a una mia mail in cui gli chiedevo di poterlo incontrare se mai fosse capitato di nuovo nella mia città, in cui lui aveva vissuto. Mi rispose, e fu gentile a farlo.
Su ad Asiago non ho letto nemmeno una riga in più di Nievo, ma in compenso ho finito un libretto che perora la causa della priorità dei doveri sui diritti. Il dovere costruisce, il diritto (fine a se stesso) dissipa. Dovere è essere a disposizione, diritto è avere a disposizione. Il dovere col quale si intendono i valori non negoziabili da promuovere e le regole da seguire per essere fedeli all'indisponibile è la condizione per una società che sa veramente integrare chi arriva (e respingere chi non vuole con-vivere).
Finisco con il testo delle prime due feste di una canzone Monte Canino dolorosamente celebre cantata dalle truppe che andavano al fronte a combattere nel 15-18.
Ciao
Z.
Asiago è bella, adagiata nel mezzo di uno scenario paesaggistico che mi rincuora ogni volta che ci metto piede. Erano due anno che non ci andavo. Ho colto anche l'occasione per visitare nuovamente il Sacrario di Asiago...la prima guerra mondiale. Due anni fa salii sull'Ortigara. Chissà come vivevano e cosa pensavano provavano quei poveri uomini mandati a farsi sparare e fare a brandelli. Voglio conoscere più a fondo la storia della Grande Guerra anche per saperla spiegare ai ragazzi di 5 in una futura docenza. Quando cominciò la supplenza in aprile trovai i ragazzi ai primi anni Venti. Con loro feci la Seconda guerra mondiale ma in fretta e furia.
Oggi ho letto sull'edizione elettronica del foglio la paginata di Camillo Langone sull'aldilà. E' all'interno di una serie di interventi tra il serio e il faceto (e meno male che ci sono entrambi a puntellare gli scritti che stanno comparendo) sulla morte e il dopo: pensieri sulla fine.
Langone per me è un mezzo mito, un maitre a penser che non sa di esserlo e forse non lo è ma per questo mi piace sempre leggerlo. Una volta aveva anche risposto a una mia mail in cui gli chiedevo di poterlo incontrare se mai fosse capitato di nuovo nella mia città, in cui lui aveva vissuto. Mi rispose, e fu gentile a farlo.
Su ad Asiago non ho letto nemmeno una riga in più di Nievo, ma in compenso ho finito un libretto che perora la causa della priorità dei doveri sui diritti. Il dovere costruisce, il diritto (fine a se stesso) dissipa. Dovere è essere a disposizione, diritto è avere a disposizione. Il dovere col quale si intendono i valori non negoziabili da promuovere e le regole da seguire per essere fedeli all'indisponibile è la condizione per una società che sa veramente integrare chi arriva (e respingere chi non vuole con-vivere).
Finisco con il testo delle prime due feste di una canzone Monte Canino dolorosamente celebre cantata dalle truppe che andavano al fronte a combattere nel 15-18.
Ciao
Z.
Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
quel lungo treno che andava al confine.
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!
Dopo tre giorni di strada ferrata,
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...
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