lunedì 31 dicembre 2007

Felice anno nuovo 2008 per la vita


Riporto il testo della moratoria sull'aborto lanciata dal benemerito Il Foglio.

Da qualche tempo non le recito più, ma prima di cominciare la scuola, a mezzogiorno, dopo l'Angelus, mi ero abituato a dire alcune preghiere contro gli aborti praticati in Italia.

Devo riprendere.



«Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all’Onu da 104 Paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell’amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo “concepiti” ma “feti”, hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio.La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri.Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore. È lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. È oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione».«Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all’Onu da 104 Paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell’amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo “concepiti” ma “feti”, hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio.La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri.Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore. È lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. È oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione».


Buon anno, di gioia e impegno, ciascuno nel proprio campo in cui Cristo l'ha chiamato a lavorare.

Z.

martedì 25 dicembre 2007

BUON NATALE

Oh, se Tu potessi squarciare i cieli e scendere! (Isaia 63, 19)




I cieli si sono aperti ed Egli - il Verbo - si è fatto carne.
Anche oggi è passato il giorno di Natale, con messa della notte e del giorno, lauto pranzo e regali.
Ma non posso non pensare a Lorenzo. Che pena vedere le due pagine che il quotidiano gli ha dedicato! E il necrologio, con la sua bella foto, di un ragazzo dal viso pulito: lo ripeto, un ragazzo serio. Uno di quelli da cui sono sicuro di non aspettarmi mai una frecciata. 17 anni. Le sue passioni erano il calcio, la parrocchia e il latino.
Caro Lorenzo, ora sei veramente nella luce dell'Eterno, quella luce che - anche grazie al tuo aiuto - noi tutti vedremo un giorno.
Sarai di aiuto a tanti: lo so questo. E lo sanno anche i tuoi genitori. Che doloroso Natale per loro e per tua sorella deve essere stato quello di oggi.
Posso dirti questo: a settembre sono incominciate per me due belle cose, la scuola e il catechismo in parrocchia. Quest'ultimo mi ha fatto inserire nella comunità del Sacro Cuore che finora no avevo mai frequentato. La chiesa del Sacro Cuore per me voleva dire solo la messa alla domenica. Quando venivo qui a messa, perché spesso andavo in centro.
Ma da settembre - un poco alla volta - mi sto inserendo e conoscendo meglio le altre persone che fanno parte delle altre attività. Tra queste c'eri anche tu.
Aiuta il nostro gruppo di prima superiore a fare esperienza di vita cristiana, almeno un po'. Che sui ragazzi non scivolino via le ore di catechesi del martedì sera. Aiutami tu dall'alto.
Z.

domenica 23 dicembre 2007

Ciao, Lorenzo

A due giorni dal Natale devo parlare di un'altra morte, triste perché assurda. Come lo sono le morti improvvise di ragazzi.
Si chiamava Lorenzo e lo conoscevo da circa un mese, dalla fine di novembre. Era animatore di catechismo con me. L'ultima volta che l'ho visto è stata martedì scorso.

Era un bravo ragazzo, serio: l'ho subito capito. Ero molto contento che ci fosse anche lui.
Penso che solo la speranza di cui parla il papa, la speranza brillata nella storia degli uomini duemila anni fa, possa sostenere il dolore di chi lo piange, sostenerlo dandogli un senso.

Certo, lo strazio del cuore di sua mamma, della sorella e del padre non per questo cessa.
Che festa di Natale passerà la sua famiglia! E i giorni che procederanno senza di lui. Così sarà per i suoi compagni di classe, gli amici, e tutti.

Ma mi hanno molto colpito i suoi famigliari stasera, al rosario in chiesa, gremita. Fermi e dignitosi, la madre alla fine ha salutato il figlio con fede in Dio e nella Sua volontà. E' stata una vera testimonianza di fede.

Se non avessi cominciato catechismo in parrocchia, non lo avrei conosciuto.

Buon Natale nella speranza che ci ha donato Gesù Cristo

martedì 11 dicembre 2007

Spe salvi: che Dio ci salvi dalla disperazione

L'ultima enciclica del papa, dal titolo melodioso Spe salvi, con quelle due esse all'inizio delle parole, tocca un tema centrale: la speranza. Il nostro mondo non spera, vive alla giornata. Tira a campa', è così. C'è poco da aggiungere.
Perché le persone non sperano? Perché non credono più, questa è la conclusione, papale papale (è il caso di dirlo!).

Per sperare occorre avere ricevuto una grande grazia, diceva Peguy.
E vive bene solo chi spera, solo chi ha una prospettiva di luce sul futuro.
Buon avvento a tutti voi lettori.
Anche se ultimamente mi sono fatto sentire poco, a voi ci tengo.
Z.


Si dimentica troppo, bimba mia, che la Speranza è una virtù,
che è una virtù teologale, e che di tutte le virtù, e delle tre virtù teologali,
è forse la più gradita a Dio.
Che è sicuramente la più difficile, che è forse
la sola difficile, e che senza dubbio è la più gradita a Dio.
La Fede va da
sé. La Fede cammina da sola. Per credere c'è solo da lasciarsi andare, c'è solo
da guardare.
Per non credere, bambina, bisognerebbe tapparsi gli occhi e gli
orecchi. Per non vedere, per non credere.
La carità purtroppo va da sè. Per
amare il prossimo c'è solo da lasciarsi andare, c'è solo da guardare una simile
desolazione. Per non amare il prossimo bisognerebbe farsi violenza, torturarsi,
tormentarsi, contrariarsi. La carità è tutta naturale, tutta zampillante, tutta
semplice, tutta alla buona.
Ma la speranza non va da sè. La speranza non va
da sola. Per sperare, bambina mia, bisogna essere molto felici, bisogna aver
ottenuto, ricevuto una grande grazia.
E quello che è facile è l'inclinazione
a disperare, ed è la grande tentazione.
La Speranza vede quello che non è
ancora e che sarà.
Ama quello che non è ancora e che sarà.
Nel futuro del
tempo e dell'eternità."

Charles Péguy, “Il portico del mistero
della seconda virtù”

mercoledì 14 novembre 2007

Evoluzione e creazione

Il tema dell'evoluzione, l'origine della vita, è uno dei argomenti più importanti oggi. Il grande dibattito - a mio modestissimo modo di vedere - non è nel campo della filosofia, non più. E' in quello della scienza: le scienze che hanno a che vedere con la vita umana, tra cui le scienze che studiano l'origine della vita.
Oggi è questa una delle grandi sfide, avrebbe detto Giovanni Paolo II.
Chi è l'uomo? La ragione per dare una risposta deve allargare gli spazi. Non siamo frutto del caso.
Z.

martedì 6 novembre 2007

ciao don Oreste Benzi




Venerdì è morto don Oreste Benzi, fondatore dell'associazione papa Giovanni XXIII. Lui era di Rimini e i funerali si sono svolti ieri nella sua città. Ma non nella cattedrale dove poche persone avrebbero trovato posto, nella fiera.

La folla presente alle sue esequie testimoniava la grandezza del suo cuore.

Di don Benzi ho nella memoria una sua apparizione televisiva nel programma domenicale che precede l'Angelus del papa. Anche lì, come in moltissime altre occasioni, egli vibrava di passione (nella sua tonaca nera lisa e col colletto tutto fuori) nel suo tentativo di togliere le prostituzione, di liberare le nuove schiave.


La proposta era ed è spesso accompagnata da perplessità. MA quando lui diceva che una donna non può voler fare la prostituta coglieva nel segno.

Ciao don Oreste, ora sei in paradiso, e sei ricordato tanti e tante cui hai ridato vita e speranza.

Come ha detto il vescovo di di san Marino, mons. Luigi Negri, che era con te qualche giorno prima della morte, e ti trovavi in una discoteca: ''Don Oreste Benzi ha portato la fede dove sembrava impossibile che potesse essere portata: nei vasti mondi del male, dell'emarginazione, della violenza, dell'ingiustizia, della devianza, delle droghe, dello sfruttamento, della prostituzione. Ha fatto capire innanzitutto le vittime di questa emarginazione: Cristo era vicino a loro, Cristo era capace di condividere la situazione di ciascuno di loro''.


Z.

martedì 16 ottobre 2007

Claudio Chieffo

Il 18 agosto si è spento a 62 anni dopo una brutta malattia Claudio Chieffo, un grande cantautore cristiano.
Lo ricordo solo ora, anche perché ho saputo da qualche settimana della sua morte. Sebbene sapessi che era malato da tempo.
Di lui ho questa immagine che mi sono fatto ascoltando le sue canzoni e leggendo qualche intervista o qualche notizia su di lui comparsa sulla stampa. Era un vento. Sul suo volto si leggeva sempre la freschezza del suo incontro con la chiesa (attraverso d. Ricci e il Gius).
E' come se lui non avesse fatto altro per tutta la vita che mettere in versi e accordi l'esperienza di fede che viveva. Egli era sempre giovane nelle sue canzoni.
Alcune di esse poi sono tra le cose più belle che la musica cristiana abbia prodotto in Italia.
Riporto in fondo il testo dell'Ave Maria, definita dal card. Biffi come la Salve Regina del terzo millennio. In questa canzone tutto è (testo e musica) è preghiera. E' il massimo che si può chiedere a un canto di fede.


STELLA DEL MATTINO (AVE MARIA)
parole e musica di Claudio Chieffo
Ave Maria splendore del mattino
puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore
protegga il nostro popolo in cammino
la tenerezza del tuo vero amore.
Madre non sono degno di guardarti
però fammi sentire la tua voce
fa' che io porti a tutti la tua pace
e possano conoscerti ed amarti.
Madre tu che soccorri i figli tuoi
fa' in modo che nessuno se ne vada
sostieni la sua croce e la sua strada
fa' che cammini sempre in mezzo a noi.
Madre non sono degno di guardarti
però fammi sentire la tua voce
fa' che io porti a tutti la tua pace
e possano conoscerti ed amarti.
Ave Maria splendore del mattino
puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore
protegga il nostro popolo in cammino
la tenerezza del tuo vero amore.

domenica 14 ottobre 2007

Il vero è l'intero

Una delle celebri affermazioni di Hegel è questa:

Il vero è l'Intero

Il sistema hegeliano lo sto spiegando in classe, con risultati dubbi.

Ho cominciato a fare catechismo in parrocchia, con risultati molto dubbi.

Come diceva Eliot, mi pare, a noi non spetta che il tentare. Liberi dunque dall'esito.
Escrivà diceva che se in un'attività non trascuriamo i mezzi umani e quelli soprannaturali, qualunque sia il risultato, in verità è un successo.
Pertanto: comunque vada è un successo.
Anche perché, solo chi vede l'intero sa quale sia la verità.
Ciao
Z.

venerdì 28 settembre 2007

Birmania - Myanmar: siamo con voi


Il primo colpo di stato fu nel 1962.

Nel 1988 rivolte studentesche.

1989 altro colpo di stato.

Nel 1990 libere elezioni.

Ma il potere dei militari non cede.



Ora dobbiamo stare vicini ai monaci e al popolo che chiede libertà e che sta pagando con la vita.

Z.




martedì 25 settembre 2007

vita a scuola

Ciao, con l'inizio dell'anno scolastico sono abbastanza assorbito dal lavoro. A scuola la mattina, nel pomeriggio preparo le lezioni (che spesso vuole dire ristudiare cose che si erano dimenticate).
Per questo motivo i post si sono diradati.
Appena mi abituo al nuovo ritmo, ricomincerò a scrivere più spesso.
Per i miei quattro lettori manzoniani. Non vi voglio deludere.

Z.

domenica 16 settembre 2007

storia della filosofia

Oggi è terminata la mia prima settimana nella nuova scuola. Ho conosciuto tutte e quattro le classi che ho quest'anno. Mi sono fatto una prima idea di loro e certamente loro si sono fatte una idea di me.
Nella terza ho cominciato a insegnare la filosofia. E cerco di far loro percepire l'importanza della ricerca della verità.
Luca Doninelli su Il giornale di qualche giorno fa ha scritto - a proposito del nuovo anno scolastico che sta iniziando - delle cose molto belle sul mestiere (ma non è solo un mestiere) dell'insegnante. Riporto quelle che più mi hanno colpito e le sottoscrivo una per una.

Insegnare significa dare la vita - la vita! - a chi ci sta davanti,
spendendo per loro ogni energia. Chi insegna pensando di riservare il meglio di
sé per qualcos’altro è un criminale. Solo se dai a piene mani hai il diritto di
pretendere

Cercherò di dare il massimo ai ragazzi che incontro, conscio dei
miei limiti, ma anche delle cose preziose che posso trasmettere e della
passione che testimonierò. E so che in questo sarò aiutato dalle persone che condividono con me il percorso formativo.

ciao

Z.

venerdì 7 settembre 2007

Prodromi di eugenetica futura

Il caso delle due gemelline uccise, una per errore l'altra perché risultata affetta dalla sindrome di Down, è preoccupante perché fa emergere l'attualità di una nuova eugenetica. Così come fa venire letteralmenre i brividi il permesso della Gran Bretagna agli embrioni chimera.
Un commento condivisibile sul fatto di Milano è quello dei medici cattolici di Milano. Non si vuole giudicare i genitori, ma il gesto compiuto. E pensare come l'aborto sia diventato - ma era nella logica delle cose a partire dal 1978 - un fenomeno sociale che non sconcerta quasi più.
Dichiarazione dei Medici Cattolici di Milano sul caso
dell'Ospedale San Paolo
ROMA, martedì, 28 agosto 2007.
Pubblichiamo di seguito un comunicato diffuso dalla Sezione
di Milano dell'A.M.C.I. (Associazione Medici Cattolici Italiani) sul caso
accaduto nel giugno all'Ospedale San Paolo del capoluogo lombardo.In quella
occasione, una donna di 38 anni, che si era sottoposta all'aborto volontario per
interrompere la gravidanza di uno dei due gemelli che portava in grembo e
affetto da sindrome di Down, dopo aver scoperto che era stato soppresso il feto
sano e non quello malato, ha infine optato per un secondo aborto.
* *
*A.M.C.I. - Associazione Medici Cattolici di Milano - analizzando il caso
avvenuto al San Paolo di Milano non ha dubbi di fronte a quanto avvenuto: è
stato un intervento abortivo per selezione eugenetica. A.M.C.I. Milano
sottolinea in particolare la tragedia che la famiglia sta vivendo, ma non può
tacere davanti a una decisione, a un'azione che è frutto di una cultura
egoistica che considera il feto malato come un peso per la società. La vita è
sempre un Dono e il diritto ad avere un figlio sano non trova giustificazione né
sul piano etico-sociale né tantomeno giuridico. Quanto avvenuto al San Paolo è
una fatalità; per questo i Medici Cattolici di Milano non intendono gettare la
croce addosso ai colleghi che hanno eseguito l'intervento, anche se al contempo
sollecitano una pronta indagine da parte di tutte le strutture competenti. I
Medici Cattolici di Milano ribadiscono il rischio insito per il feto nelle
metodiche e nelle tecniche di diagnosi prenatale e sottolineano come le stesse -
la cui attendibilità non è sempre certa - possono portare alla soppressione di
una persona sana.
Quello dei Medici Cattolici di Milano non è uno sterile
richiamo confessionale; è un invito al rispetto della vita e della dignità umana
che secondo credenti e - tanti laici non credenti - ha valore dal momento del
concepimento.

Professor Giorgio Lambertenghi Deliliers Presidente AMCI Milano
Da Zenit.org

martedì 4 settembre 2007

Beslan


Tre anni fa la tragedia di Beslan, in Ossezia. Quasi 400 morti, quasi tutti bambini.

Il terrorismo di matrice islamica che torna a colpire dopo pochi mesi dalle bombe di Madrid.

Un orrore infinito, un odio infinito per l'uomo.

E' una bestemmia giustificare in nome di Dio queste azioni.

La foto, dura da vedere, aiuta a capire un po' di quel terrore. Dobbiamo vincere il terrorismo islamico con la preghiera, il digiuno e la forza.


Cambiando argomento.
Oggi è stato il mio secondo giorno nella nuova scuola, un po' alla volta si conoscono i colleghi e si prende confidenza. E dalla settimana prossima...si parte.
A presto.
Z.

giovedì 30 agosto 2007


Sono tornato l'altro ieri da una vacanza a Lignano Sabbiadoro. Dieci giorni passati con il mio gruppo di volontariato, la mia undicesima vacanza al mare con loro. Siccome andiamo al mare sempre alla fine di agosto, da molte estati quindi la fine del soggiorno al mare segna l'inizio del rientro alla normalità.


Un pensiero mi è venuto in questi giorni. Da quando nell'associazione sono entrati persone rimaste disabili non dalla sìnascita ma in seguito a malattie o infortuni subiti dopo, anche in età matura, mi rendo conto che una cosa simile può capitare a tutti, anche a me. E che la salute di cui ora godo è un bene importante, di cui devo essere conscio e utilizzarla per il bene degli altri.

Spesso siamo disattenti delle nostre fortune, ma quando si conosce persone -e faccio un esempio non casuale - che non possono cammina più per il resto della loro vita (e prima lo facevano benissimo), allora occorre lamentarsi meno.


Bene. Quest'anno la ripresa di settembre sarà per me rapida e importante per via del nuovo lavoro a scuola. Già lunedì inizierà il contratto con la scuola privata cattolica in cui insegnerò quest'anno. E il 10 settembre, iniziano le lezioni e si parte!


Sono un po' emozionato, ma sono contento così: vuol dire che c'è entusiasmo e coinvolgimento.

In questi giorni mi occupo più di faccende burocratiche e tecniche: farmi rilasciare i certificati richiesti per l'assunzione e ritiro copie gratuite dai rappresentanti.


Insegnare è il lavoro che amo fare e farlo in questa determinata scuola cattolica mi ci ritrovo per l'impostazione culturale che condivido.

Il preside una volta conosciutomi mi aveva detto che riteneva "provvidenziale" il nostro incontro, e quasi quasi ci credo anch'io.

A presto e buon ritorno alla normalità per tutti voi.

Auguro a voi e a me di ripartire pieni di forza.

Come scrisse D'Annunzio:

Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mar...."

Z.

venerdì 17 agosto 2007

Lignano Sabbiadoro

Lascio alla mia e alla vostra riflessione alcune considerazioni tratte dalle catechesi del card. Biffi, come per Langone anche per me il cardinale preferito, che ascolto settimanalmente su Radio Maria. Il senso delle sue catechesi (non so se attualmente continui a tenerle, comunque sono tutte raccolte in un libro) è quello di far conoscere al cristiano la fortuna di essere cristiani.
Nell'ultima che ho ascoltato il tema era la vita nuova portata dal battesimo.
Il dono di Dio Padre supera ogni attesa dell'uomo, va al di là delle nostre piccole aspettative.
Il battesimo comporta:
  • inabitazione in noi della Trinità
  • incorporazione in Cristo formando il suo Corpo mistico
  • la filiazione divina (figli nel Figlio)
  • la grazia santificante che ci dona la stessa vita divina
  • le virtà soprannaturali a partire dalla fede, speranza e carità
  • remissione dei peccati (innocenza)

Scusate se è poco! E' che noi battezzati, a causa anche di mancanza di catechesi fatte bene (come quelle del cardinale), non ci facciamo caso.

Inoltre il battezzato appartiene alla Chiesa, il luogo in cui tutte le verità si danno appuntamento (Chesterton).

Biffi mostra genialità quando dice - secondo me - allorché afferma che uno dei tratti caratterizzanti la vita del battezzato è la passione per la verità. La verità prima di tutto.

La verità è:

  • la realtà
  • in primis Dio che è la realtà in se stessa
  • il Verbo, che contiene germinalmente tutte le cose
  • il disegno del Padre
  • le creature che mantengono una loro verità
Suggella il suo discorso la citazione di Tommaso (non sua originariamente) secondo cui:

omne verum, a quocumque dicatur, ex Spiritus sanctus est

Cattolico: kath'olon: secondo il tutto.
Bene. Da domani a martedì 28 sarò a Lignano Sabbiadoro in vacanza con il gruppo di volontariato di cui faccio parte. E' la mia undicesima vacanza estiva consecutiva.
Spero di trovare bel tempo.
Ci sentiamo al ritorno.
Z.

E' notte alta e sono sveglio

Avevo appena scritto il posto col titolo che non so in che modo è scomparso il testo. Riassumo velocemente.
Non riesco a prendere sonno e allora scrivo. Alla rinfusa.
I primi pensieri che mi vengono in mente vanno alle centinaia vittime del terremoto in Perù e a quelle in Iraq. Inoltre mi ha messo amarezza sentire e vedere le immagini della strage di Duisburg. Vittime della faida calabrese.
Viviamo in un giardino, che spesso assomiglia a una valle di lacrime. Il nostro mondo è attraversato dal dolore e dal mistero del male.
Atomo opaco di male diceva Pascoli in X agosto.
A proposito di poeti, qualche giorno fa ho guardato su YouTube delle brevi interviste a due poeti, due dei massimi, italiani viventi: Edoardo Sanguineti e Andrea Zanzotto. Ligure e veneto, di quest'ultimo mi ha piacevolmente colpito l'accento veneto, che è quello della mia terra. E' stato bello sentire nella parlata trevigiana parole dense e profonde, di una semplicità intelligente.
I poeti ti accompagnano a sulla loro postazione di vedetta da cui osservano (in vari modi, chi divertito, chi ammirato atterrito stupefatto amareggiato ecc.) il panorama che gli sta di fronte. E anche se le loro Weltanschauung sono diverse, come lo è tra Sanguineti e Zanzotto, hanno il merito di provocare una risposta. E non è poco.
Bene, tra un po' comincerò ad avere sonno. E crollerò sul letto.
Buonanotte e buon venerdì 17.
Su non siate superstiziosi.
Z.

lunedì 13 agosto 2007

Luciani


L'altro ieri ho ascoltato con piacere a RadioMaria Andrea Tornielli che nella rubrica "Cronache cattoliche" descriveva la figura di papa Giovanni Paolo I - Albino Luciani. Fu un autentico pastore, umile. L'umiltà fu probabilemente il suo connotato più proprio. Humilitas era il suo motto episcopale. Mi ha fatto pensare che l'umiltà nella visione cattolica è una virtù basilare, cioè sta alla base della vita di fede. Alla base della stessa carità. Perché? Perché se la vita di fede è innanzitutto accoglimento della Grazia, del fatto di Cristo, del riconoscimento della signorìa del Risorto, allora umiltà significa riconoscere il primato della grazia.


Se non si riconosce questo primato, della vita di fede abbiamo solo l'apparenza. Le preghiere che diciamo diventano una contraddizione. Con la bocca diciamo di voler seguire Gesù Cristo e fare la sua volontà, ma in verità facciamo quel che ci pare.Mi esprimo francamente perché sono io il primo a essere poco umile.


Albino Luciani divenne papa il 26 agosto del 1978, festa di sant'Alessandro, il mio onomastico.

Col suo breve pontificato - la rivista 30Giorni uscì un anno con il titolo in copertina: I 33 giorni di un umile papa - ci ha lasciato un'insegnamento fondamentale.

Che Dio lo abbia in gloria e che Lui vegli sulla Chiesa e sui suoi successori.

Z.

sabato 11 agosto 2007

San Lorenzo

Stanotte è la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti. Dopodomani dovrebbe essere la serata migliore per guardare il cielo.

Mi piace riportare la poesia famosa di Giovanni Pascoli dedicato al 10 agosto. La ricordo ogni anno in questo giorno. L'immagine finale del mondo ha una forza unica. Ed esprime con la potenza che ha la vera poesia l'iniquità presente nel mondo.

Buone stelle cadenti e che i vostri desideri si realizzino. Quelli veri, però.
Z.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!

martedì 7 agosto 2007

Trasfigurazione




Ieri 6 agosto era la festa della Trasfigurazione di Nostro Signore e io non ne ho fatto cenno. Rimedio oggi.

Intanto ieri ricorrevano due anniversari, molto diversi fra loro, ma che ricordo sempre.


1945: la bomba atomica su Hiroshima (e il 9 a Nagasaki). Quello fu l'esempio di una trasfigurazione al contrario. Non la manifestazione della gloria delle cose perché intessute di luce divina, ma la loro deformazione opaca. Ho preso in considerazione la bomba atomica perché rappresentò un punto di non ritorno della crescita della potenza distruttiva dell'uomo. Ma ogni guerra è deformazione. Invece di transfigurare, sfigura e basta.


1978: la morte di Paolo VI. Papa del postconcilio, condusse la Chiesa in un periodo tempestoso, allorché - come disse in un celebre discorso - il fumo di Satana era penetrato perfino nel tempio di Dio. Papa Montini fu un grande uomo di Dio, fedele a Cristo come successore di Pietro nonostante le incomprensioni. Specialmente quelle intra-ecclesiali. Come disse il Giuss, il suo fu uno dei papati più luminosi.


Bene. Una buona notizia arrivata oggi: da settembre insegnerò storia e filosofia in una scuola privata di ispirazione cattolica della mia città. Sono contento e sorpreso. Tutto è accaduto velocemente. Mercoledì il primo colloquio telefonico col preside e oggi l'incontro di persona. Bene. E' quello che voglio fare.



Infine lascio una mia poesia sulla trasfigurazione scritta diversi anni fa.

Ciao

Z.





E Pietro aprì l'occhio

pesante per il sonno;

a seguire il maestro,

dietro a lui, fin sul

monte, a pregare forse,

fin su a pregare come

egli faceva spesso,

di più in quei giorni.


Anche Giacomo venne,

pure Giovanni, quello

giovane, imberbe,

con lui da quasi tre anni.

E quanta strada poi

ne han fatta insieme

a quell'uomo e ora

salivano al monte.


Quel che egli vide

lo ammutolì, il fiato

evitò di uscire,

gli altri due a bocca

aperta, sbalorditi,

già guardavano Cristo:

destati li aveva

un'armonia soave.


La luce accesa sul volto

scaldava l'aria:

il loro maestro

tra Mosè ed Elia.

Parlavano, si ode,

di legge e di profeti.

Parlavano con lui

su una morte vicina.


Gli istanti sembravano

eterni. E piangono

Giovanni e Giacomo,

piange Pietro al vedere

l'inattesa bellezza,

insperata mai.

- Tre tende - balbetta

-per voi, e starete qui sempre -.


Mentre diceva questo

avvolse una nube

tutto e tutti.

Pareva minacciare il cielo:

che paura. La faccia

a terra. Però una mano,

una carezza

colma d'affetto amico


diede loro coraggio.

Il volto normale

del loro rabbi, barba

nera, le poveri vesti

di sempre, infine

lo sguardo eloquente:

- Aspettate a dire -

e ridiscesero il monte.

lunedì 6 agosto 2007

Di ritorno da Francoforte




Ieri sono tornato dal breve viaggio di 5 giorni a Francoforte. Da quando esistono le compagnie low cost come la Ryanair, per esempio, viaggiare in Europa è diventato più facile e alla portata di quasi tutti. Secondo me, l'Erasmus e i viaggi low cost sono stati e sono tra i fattori di integrazione europea più efficaci per le giovani generazioni.

Che dire della città? la Mainattan. Città media, molto ben servita e organizzata. Nonostante sia sede di grandi organismi finanziari come la BuBa e la BCE, conserva anche un aspetto di città a misura d'uomo data la sua non eccessiva popolazione, circa 600000 abitanti.

Grandi cose da vedere a parte lo Skyline della città e il lungomeno non mi pare che ci siano. Cioè, cose rilevanti dal punto di vista artistico. Per il resto ogni posto ha da offrire qualcosa, se non altro può esibire se stesso. Conoscere una città, che è una cosa viva perché fatta da persone, è come conoscere per l'appunto una persona: non basta incontrarla solo in alcune circostanze. Per questo è utile vedere non solo le cose turistiche, le cattedrali, centro storico ecc., ma anche parti meno note ma significative. Per questo per conoscere un posto bisogna viverci.
Comunque l'opera d'arte più bella che ho ammirato in questo viaggio sono state le vetrate pitturate da Chagall nella chiesa di santo Stefano a Magonza.


Cambiando argomento. La mattina stessa della partenza, ricevo un'e-mail dal preside di una scuola privata della mia città chiedendomi se sono interessato a un incarico annuale. Beh, non ci credevo. Il giorno prima avevo portato il mio CV nelle private. Speriamo, non è definitivo.


Martedì scorso ho rivisto dopo un po' di tempo una ragazza S., e in questi giorni ogni tanto mi viene da pensarci...

A presto

Z.

mercoledì 1 agosto 2007

Ciò che non è eterno, è nulla

Ciò che non è eterno, è nulla



Questa frase lapidaria sta scritta su una lapide, appunto, collocata nel lato esterno di una chiesa dove le due sere scorse sono andato per pregare per la mamma defunta di due miei amici. La pietra su cui era incisa ricordava la morte di un giovane di 30 anni, fra l'altro la mia stessa età.

Il contenuto della frase è appropriato alla circostanza. Infatti, se non ci fosse nessuna prospettiva di eternità, di vita dopo la fine di "questa" vita, a rigore tutto sarebbe effimero, prossimo al niente. Non varrebbe nulla a rincuorarci veramente il rimanere presenti nel ricordo dei vivi, nelle opere che abbiamo lasciato. Tutto passa. Tra cento anni di noi non ci sarà nessuno. Fra qualche miliardo di anni non ci sarà nemmeno più la Terra. E allora sai che mortuorio...che silenzio cosmico!

Mi ricordo che una volta in televisione intervistata Lina Wertmuller ha espresso la sua visione della vita umana dicendo che veniamo da un'infinità di buio e silenzio, torneremo in tale infinità, godiamoci più che possiamo questa mezz'oretta di sole.


Io penso e desidero, dal profondo del mio essere, che non può bastare questo. Sono cristianoe credo nella vita eterna, nella risurrezione dei morti. Quindi non si perderà nulla.

E inoltre la speranza dell'aldilàmi fa vivere meglio anche l'aldiqua, questa mezz'oretta di luce.


Don Giussani ha una frase, o almeno mi sembra che l'abbia detta lui, che illumina il rapporto tra prima e dopo. Tre sono i segni dell'eterno nel presente: la preghiera, l'arte e l'amore.


Auguro di cuore a tutti voi che mi leggete un agosto di preghiera arte e amore. E vi do un consiglio, da uno cui non mancano problemi: se non ci avete ancora pensato a convertirvi al cattolicesimo, fatelo.


Da oggi a domenica sarò a Francoforte sul Meno.

Auf wiedersehen!

Z.

sabato 28 luglio 2007

30 anni 30

Dopodomani compio trent'anni. Non sono tanti, almeno per la mentalità comune. Ma sono già abbastanza per un bilancio. Come dicevo poco fa al telefono al mio amico M., quello che fa pensare non è tanto arrivarci, ai 30, ma come ci si arriva. Vabbeh... vorrei essere un honnet homme come diceva Pascal nei Pensée. O come scriveva Josemarìa Escrivà all'inizio del Camino: un anima di criterio.
Mi piacerebbe (ma non devo dire solo che mi piace, devo volerlo che diamine) poter affermare di me: umanamente ci siamo. Come ha detto un prete al papa nell'uincontro con i sacerdoti delle diocesi di Treviso e Belluno.
A proposito di Belluno, sto ascoltando l'album "Non voglio che Clara", band bellunese, che mi hanno regalato ieri sera i miei amici. Ci siamo ritrovati su mio invito presso un bar in collina, bellissimo posto, all'aperto, ventilato. Ho offerto da bere a tutti. Mi è costato un po', ma 30 anni si compiono una volta sola.
Ora lascio perché tra poco vado al ristorante a festeggiare con la mia famiglia, mia madre, mia zia e mio fratello gemello, che ovviamente festeggia anche lui.
Salut et joyeux anniversaire !
Z.

giovedì 26 luglio 2007

L'eroe dei due mondi






Di Giuseppe Garibaldi si festeggia quest'anno il 200° della nascita, avvenuta a Nizza il 4 luglio. Assieme a Mazzini, Cavour e pochi altri è uno dei protagonisti indiscussi del nostro Risorgimento. Un padre della patria.



Come ho sentito dire dal prof di storia che avevo alla SSIS - uno di quei prof che ti fanno venir voglia di essere docente - Garibaldi fu un grandissimo uomo d'azione, ma di politica capù poco o niente. Tant'è vero che fu più che altro usato da quella volpe di Cavour.



Però senza Garibaldi, il sud non sarebbe stato incluso nel nascente stato italiano, almeno non in quegli anni, forse più avanti. E questo non necessariamente sarebbe stato un male, vista come è avvenuta l'unificazione: attraverso una centralizzazione soffocante le identità locali. L'ottanta per cento degli intellettuali dell'epoca erano a favore del federalismo! Infatti l'Italia era già unita, ma dal punto di vista culturale e religioso. Ma divisa in tqante entità regionali dalla storia secolare. Il termine tedesco per Italia, ITALIEN, vuol dire appunto LE Italie.



Andò nel modo peggiore: una unificazione fatta accentrando e uniformizzando e ispirata da intenti anticlericali.

Quanto il federalismo fa fatica ad affermarsi nel nostro paese è sotto gli occhi.

Ciao e w l'Italia.

Z.

mercoledì 25 luglio 2007

appelli

L'ultimo appello con raccolta di firme che ho sentito è stato quello recenta fatto dalla rivista Reset contro le affermazioni del coraggioso Magdi Allam. Con questo appello ho poco da spartire.

Gli appelli invece cui ho aderito sottoscrivendoli tramite internet sono stati tre. Sostenevano diverse case, ma tutte e tre caratterizzate da legami.

Sono:
  1. l'appello per l'educazione del popolo - www.appelloeducazione.it
  2. per il padre - http://www.claudio-rise.it/documento_per_il_padre.htm
  3. per l'occidente

Sono appelli a cui non si può aderire perché dovrebbe essere passato troppo tempo. Ma non è venuta meno la loro attualità. E mi ci ritrovo in pieno.

Z.

venerdì 20 luglio 2007

Democrazia: gioia e dolori

Finalmente padre Giancarlo Bossi, missionario del PIME è libero! Grazie a Dio e a tutti quelli che hanno contribuito alla sua liberazione. E colpisce che le sue parole siano state subito quelle di voler tornare tra la sua gente. Cuore di missionario.

Cambiamo argomento, decisamente.

Il nostro ministro degli esteri che sparla su Hamas.
Il governo che riforma la legge Maroni sulle pensioni, aggravando il costo.
Ma perché ci dobbiamo tenere questo governo?

E' la democrazia, bellezza.

Z.

giovedì 19 luglio 2007

sfogo populista (la mmetto in anticipo)

L'altro giorno ho firmato per il referendum sulla legge elettorale. Non è forse la soluzione migliore quella di utilizzare la scure del referendum, una buona legge elettorale fatta dal parlamento. Ma chi pensa che il parlamento - e questo in particolare - sia capace di approvarne una, sta sognando. A volte mi prende un'eccesso di popolismo demagogico, e mi verrebbe da mandarli tutti a casa, come dice Beppe Grillo nel suo blog. E non simpatizzo per il comico genovese, perché è un comico un uomo di spettacolo non un politico.
L'ha scritto anche Angelo Panebianco sul Corsera, il referendum è l'unica cosa che ci è rimasta per migliorare un po' la situazione. Forse non servirà a niente, a complicare solo le cose.
La verità è che la legge elettorale andrebbe formulata assieme a una riforma delle istituzioni, della costituzione. Ci andammo vicini l'anno scorso col referendum confermativo. Magari fosse passato, avremmo avuto finalmente la seconda repubblica.
La verità è che, al netto dei nostri meriti (che pur ci sono e tanti ma non avrebbe senso usarli coma alibi), siamo un paese fondato sulle rendite, poco dinamico, viaviamo di privilegi e assistenzialismo statale. Pensiamo ai recentissimi avvenimenti: la trattativa per le pensioni, con mezzo mondo che ci invita a non sperperare i soldi. E il mezzo fallimento di Alitalia.
Abbiamo un'archittettura istituzionale superata, costosa e lenta. Un parlamentarismo che rende i governi deboli e che facilita la partitocrazia.
Dei sindacati che tutelano i privilegiati. Una sinistra radicale fuori dal tempo. Miope, una palla al piede per il paese.
Un altro miraggio, sarebbe che qualche governo si ponesse come obiettivi i 13 punti enunziati da Daniele Capezzone in Decidere.
Non so, è vero che l'Italia va, tutto sommato va. Ma è come se andasse non grazie alla politica, ma malgrado la politica. Lo so che non è sempre vero, ma...
Che poi a dirla tutta, qual è la causa dei grandi problemi in economia, bioetica, debito? La sinistra erede del PCI e la sinistra democristiana.

Z.

mercoledì 18 luglio 2007

rimpianti

Il sottofondo sonoro di questo post dovrebbe essere "incontro" di Guccini. Parla di un amore finito e di due che si rincontrano dopo 10 anni.
Lo so, il mio proposito era di non parlare troppo di me stesso, ma oggi farò un'eccezione. E' che stanotte mi è capitato di sognarla ancora. Chi? Parlo di di S., una ragazza di cui ero (lo sono tuttora?) innamorato e che è la più importante fra tutte quelle per cui ho provato qualcosa.
Lo so, sto scivolando nel patetico e sentimentale, ma come ho detto stanotte l'ho risognata. Mi capita raramente, che so una volta all'anno. Per questo mi concedo una deroga.
Il sogno mi ha confermato però due verità: la prima è che con lei ho affinità. Secondo, che oramai non c'è più occasione di rivedersi. La nostra amicizia vive di passato e di ricordi. Tre anni fa la rividi, avrei voluto forse creare qualcosa, ma lei aveva altri progetti in mente.
Ho voluto io così: al tempo dell'niversità era chiaro che le piacevo, ma non ho voluto impegnarmi. Conoscere la fatica e la bellezza della vita a due.
E ora ho solo cocci fra le mani, che ogni tanto vengono a bussare nei sogni.
Non bisogna vivere di rimpianti. Ma a 30 anni, qualche bilancio si può fare.
Cara S. buona fortuna.
tuo Z.

martedì 17 luglio 2007

aree calde




Ieri e oggi fa caldo, ma davvero caldo, non il solito caldo estivo che agognamo in inverno, ma il caldo che fa star male.


Caldo italiano ed europeo a parte, quali sono le aree calde nel mondo? Tante, quante quelle in cui viverci è un'impresa e sopravvivere è forse l'occupazione quotidiana. Sono le aree senza pace, quelle cioè senza una vera democrazia.

Pensiamo al Medio oriente, la Palestina che precipita sempre più nel caos. E veramente il fondo si riteneva di averlo toccato già più di una volta.

Non parliamo dell'Iraq, dove sangue di innocenti viene sparso giornalmente. Non ci facciamo quasi più caso al consueto bollettino di guerra che ci viene dai media.

E poi Iran, il Pakistan...e il sud delle Filippine dove padre Bossi è sequestrato. Il terrorismo islamista è un nuovo totalitarismo che ha dichiarato guerra. E dovremo combattere per anni e anni. E prepararci a eventi dolorosi

Uscendo da quell'area bisogna ricordare il Venezuela, la compressione delle libertà da parte del caudillo Chavez, e la Cina e la Corea del Nord...al confronto l'Italia è un paradiso.


Per un cristiano che sa che il suo Signore ha vinto il mondo e governa la storia, occorre pregare e operare con tutti quelli che vogliono pace e giustizia.

Intanto do il mio contributo e stasera recito il rosario. Per padre Giancarlo Bossi e i cristiani e gli stessi musulmani oggetto di violenza.

Ciao
Z.

lunedì 16 luglio 2007

Carlino e l'infinito


Ciao.

Scrivere su questo blog sta diventando per me una piacevole abitudine, anche se sono abbastanza certo che non mi legge nessuno. Ma non importa, so che la possibilità remota che qualcuno dia una sbirciatina c'è, e questo mi basta. Per tanti anni ho tenuto un diario personale e segreto - più di mille pagine - ma ovviamente l'unico lettore sapevo di essere solo io. E questo era un limite, nel senso che le riflessioni che scrivevo tendevano troppo spesso a trascinarmi nel mio mondo. Insomma scrivevo troppo di me, dei miei ricordi esperienze sentimenti e stati d'animo, ma in maniera soggettiva. Anche ora non posso che scrivere a partire da me, è inevitabile. Ma la consapevolezza di avere dei lettori mi impone delle condizioni salutari: quelle di non essere troppo intimo, scrivo sotto anonimato ma...non si sa mai. Secondo: non avrebbe senso parlare dei fatti miei solamente, poco interesse per me e quasi nessuno il resto dei naviganti.

Scrivere qua è una piccola forma da attività autoterapeutica contro l'eccesso di soggettivismo che che rischia un carattere fortemente secondario come il mio.


La regola è: non parlare di sé, ma a partire da sè. Ho voluto dire questo nel sottotitolo del blog: Dal mio mondo al mondo.



Sto leggendo Le conffesioni di un italiano, e ieri notte sono arrivato a un punto molto bello che merita trascriverlo. Quando Carlino, il protagonista, si avventura fuori dal castello verso posti mai prima esplorati e si ferma attonito davanti al tramonto. E istintivamente si inginocchia. E pensa a Dio. E prega.



D'improvviso, i canali e il gran lago dove sboccavano, diventarono tutti di fuoco; e quel lontanissimo azzurro misterioso si mutò in un'iride immensa e guizzante, dei colori più diversi e vivaci. Il cielo fiammeggiante ci si specchiava dentro, e di momento in momento lo spettacolo si dilatava, s'abbelliva agli occhi miei, e prendeva tutte le apparenze ideali e quasi impossibili d'un sogno.

Volete crederlo? Io cascai in ginocchio, come Voltaire sul Grutli, quando pronunziò dinanzi a Dio l'unico articolo del suo credo. Dio venne in mente anche a me; quel buono e grande Iddio che è nella natura, padre di tutti e per tutti. Adorai, piansi, pregai; e debbo anche confessare che l'animo mio, sbattuto poi dalle maggiori tempeste, si rifugiò sovente nella memoria fanciullesca di quel momento, per riavere un barlume di speranza.


Questo episodio letterario mi fa ricordare l'episodio vero di don Giussani bambino (più o meno la stessa età del protagonista Carlino) che camminando con la madre una mattine in mezzo la campagna, davanti allo spettacolo del sole sentì dire da lei "Com'è bello il mondo e com'è grande Dio". Parole che il fondatore di CL non dimenticherà più.


Un ultima cosa. Nel testo citato si fa rimerimento a Voltaire, l'illuminista e anticlericale, che di fronte al sorgere del sole mentre era su un monte in Svizzera, pare abbia esclamato: "O Dio potente, io credo".




Ciao.

Z.

sabato 14 luglio 2007

Francia



Dimenticavo di aggiungere il tricolore francese, che ci ricorda - per le assomiglianze - il nostro. Siamo cugini, d'altronde.

A proposito voglio cominciare a studiare un po' il francese. Non penso di essere portato, ma qualche acca la vorrei parlare.

Au revoir!

Z.

Festa della Francia

Certo è che la Francia ha giocato un ruolo più che centrale nella modernità, in misura particolarmente evidente dalla Rivolution dell'89, nel bene e nel male (ma non solo nel male) un evento spartiacque dell'Europa, di cui noi siamo figli. Come controprova della crucialità della Francia, basti ricordare che è stato anche il paese in cui sono avvenute alcune delle più famose apparizioni mariane, da Rue du Bac del 1830 a La Salette del 1846 a Lourdes del 1858. E' una controstoria scritta dalla Regina della Pace.
Noi italiani dei francesi siamo i cugini, termine che - anche se non ci si fa caso - denota una riduzione, un ruolo un po' marginale. Si dice che la Francia è quel che sarebbe l'Italia senza i suoi difetti. Qualcosa di vero c'è. Il nostro per esempio è uno statalismo spendaccione e sprecone, il loro più efficiente.
Detto questo, non mi piaceva la Francia di Chirac, che si defila dalla guerra in Iraq contro il comune nemico jihadista, con motivazioni economiche ammantate da nobili ideali.
Sono contento che sia stato eletto Sarkozy. E' carismatico, ha la stoffa del leader. L'ho visto al TG1 oggi durante la festa della Repubblica che si faceva fotografare con gruppi di cittadini, tra cui bambini disabili. Non fingeva, mostrava di trovarsi volentieri e doverosamente lì con loro.
Bene, vive la France, w l'Europa.
Z.

giovedì 12 luglio 2007

Il patrono d'Europa

Ieri era la festa di san Benedetto da Norcia, patrono d'Europa assieme ai fratelli Cirillo e Metodio. Mi sono colpevolmente dimenticato.
Il nostro papa si chiama così anche in riferimento a lui, fondatore del monachesimo occidentale.
Credenti o no, meglio non dimenticare le nostre radici.

Ieri sera ho visto al cinema vicino a casa mia "Notturno bus" con Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno. Come ho letto in una recensione, questo film dimostra che il cinema italiano non è morto. Ma con buone storie e professionalità riesce a dare buoni risultati.

Il papa ne ha combinate (scherzo ovviamente!) delle sue: prima ha liberalizzato il rito di san Pio V, e subito dopo - appena partito per la vacanza in montagna - ha fatto uscire da parte della Congregazione per la dottrina della fede i 5 Responsa. Sarà politically uncorrect ma devo dire che sono fastidiosi i commenti usciti da parte cristiana, e specialmente cattolica, alla pubblicazione. Specie da parte cattolica, col solito Alberto Melloni a disquisire dottamente sulla inopportunità di certe decisioni papali, quasi volesse insegnare al papa il suo mestiere e 
anteporre alla sequela di Cristo e del Suo vicario la fedeltà al concilio vaticano II, anzi alla loro interpretazione del concilio.

Riporto quello che ha scritto Langone sul Foglio di oggi nella sua "Preghiera". E' forte, ma quando ci vuole ci vuole.

Protestano ancora questi
protestanti? Per quanto
ancora approfitteranno
delle loro corde vocali, abusando della
stessa libertà divina che lascia i pungiglioni
alle zanzare, le spine ai rovi, gli uncini
alle tenie? Non si vergognano gli anglicani
non dico di parlare ma di esistere,
loro che non fanno parte di una chiesa ma
di ciò che rimane di un’associazione a delinquere
messa in piedi dal serial killer
Enrico VIII? E che dire dei dossettiani che
ormai esistono solo sulle pagine del Corriere
della Sera, quel giornale vintage, e
nella lingua biforcuta del serpente Alberto
Melloni? E della “Comunità delle chiese
protestanti d’Europa”, un secchio di
poltiglie a cui nessuna colla potrà ridare
forma, che si sente attaccata in una identità
che non è nemmeno capace di definire?
E dei valdesi del barbetto Daniele
Garrone che si compiace della fine della
civiltà cristiana preferendo quindi la barbarie
pagana? Cristo, pietà.



A presto.
Z.

mercoledì 11 luglio 2007

viaggi/2



Come scrivevo, dopo Milano e la puntatina a Genova (che mi lasciò la faccia un po' così che mi ritrovo) sono andato ad Asiago, sull'altipiano, quattro giorni e non un anno come Lussu.
Asiago è bella, adagiata nel mezzo di uno scenario paesaggistico che mi rincuora ogni volta che ci metto piede. Erano due anno che non ci andavo. Ho colto anche l'occasione per visitare nuovamente il Sacrario di Asiago...la prima guerra mondiale. Due anni fa salii sull'Ortigara. Chissà come vivevano e cosa pensavano provavano quei poveri uomini mandati a farsi sparare e fare a brandelli. Voglio conoscere più a fondo la storia della Grande Guerra anche per saperla spiegare ai ragazzi di 5 in una futura docenza. Quando cominciò la supplenza in aprile trovai i ragazzi ai primi anni Venti. Con loro feci la Seconda guerra mondiale ma in fretta e furia.

Oggi ho letto sull'edizione elettronica del foglio la paginata di Camillo Langone sull'aldilà. E' all'interno di una serie di interventi tra il serio e il faceto (e meno male che ci sono entrambi a puntellare gli scritti che stanno comparendo) sulla morte e il dopo: pensieri sulla fine.
Langone per me è un mezzo mito, un maitre a penser che non sa di esserlo e forse non lo è ma per questo mi piace sempre leggerlo. Una volta aveva anche risposto a una mia mail in cui gli chiedevo di poterlo incontrare se mai fosse capitato di nuovo nella mia città, in cui lui aveva vissuto. Mi rispose, e fu gentile a farlo.

Su ad Asiago non ho letto nemmeno una riga in più di Nievo, ma in compenso ho finito un libretto che perora la causa della priorità dei doveri sui diritti. Il dovere costruisce, il diritto (fine a se stesso) dissipa. Dovere è essere a disposizione, diritto è avere a disposizione. Il dovere col quale si intendono i valori non negoziabili da promuovere e le regole da seguire per essere fedeli all'indisponibile è la condizione per una società che sa veramente integrare chi arriva (e respingere chi non vuole con-vivere).


Finisco con il testo delle prime due feste di una canzone Monte Canino dolorosamente celebre cantata dalle truppe che andavano al fronte a combattere nel 15-18.
Ciao
Z.

Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
quel lungo treno che andava al confine.
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!
Che trasportavano migliaia degli alpini:
sù, sù correte: è l’ora di partir!

Dopo tre giorni di strada ferrata,
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...
siamo arrivati sul Monte Canino
e a ciel sereno ci tocca riposar...


sabato 7 luglio 2007

viaggi

Non posso dire di avere in mente di fare grandi viaggi questa estate. Ieri sono tornato da Milano, dove sono stato 4 giorni per rivedere amici e tagliare l'aria dalla mia città. Sono andato una sera alla Milanesiana, quando c'erano Werner Herzog (di cui non ho mai visto un film) e Fleur Jaeggy.
Già che ero a Milano, ho approfittato per fare una capatina a Genova. Era da tempo che avevo l'idea di andarci. Non ho visitato molto, a parte l'acquario. Ho impiegato la mezza giornata a disposizione per girare tra i caruggi. Sono passato per Via del Campo, resa celebre da Faber:

Via del Campo c'è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina

Oggi vado qualche giorno ad Asiago, sull'altipiano. Altra storia, niente mare, ma montagna. Luogo che concilia la lettura. Spero di andare avanti con il romanzo di Nievo.

Ci sentiamo presto

Z.

.

lunedì 2 luglio 2007

lingua

Ieri sera sono tornato dall'Alto Adige/Sud Tirolo. Bella la biciclettata Dobbiaco - Lienz, 44 km in leggera discesa (per la verità un po' troppo facili, spesso non c'era bidogno di pedalare!).

Spero che il motu proprio sulla messa in latino secondo il Messale di san Pio V (riformato da Giovanni XXIII) sia emanato prima possibile. Secondo i giornali è imminente. Bene, la lingua non è questione di poca cosa. Chiedi in Alto Adige...
Z.

venerdì 29 giugno 2007

imparare dagli altri

Penso che siate d'accordo che gli amici abbiano virtù che noi non possediamo. Che a noi difettano. Per esempio appena penso a qalche qualità, la pazienza la determinazione la mitezza l'entusiasmo l'autoitonia l'umiltà la razionalità (che è anch'essa una qualità, specia per gli emotivi come me), subito compaiono alla mente i volti di amici o conoscenti che brillano per qualcuna di queste virtù. Quando una situazione i richiede l'esercizio di una virtù, mi riesce più facile pensare a qualcuna di queste persone e avere la certezza che loro al mio posto farebbero così e così.
In tutte le persone ci sono positività. Anche se a volte si scoprono tardi. Abituarsi a scorgere quello che di buono c'è in ognuno.
Una massima che mi piace ripetermi è: Guarda gli altri come risorse.
Per un educatore, come diventerò io se riuscirò a fare l'insegnante, è la regola numero uno quella di saper valorizzare tutti.

Bene. Questo week end sono in Alto Adige/Sud Tirolo. Farò - tempo permettendo - una biciclettata sulla ciclabile Dobbiaco - Lienz, che a detta di alcuni è molto bella.
Z.

giovedì 28 giugno 2007

zia

mia zia è morta ieri. Una cosa è aspettarsi che un giorno o l'altro si sarebbe spenta, altro è apprendere la notizia. E vedere la salma. Che mistero è la morte dell'uomo. Come è un mistero il soffrire, il dolore. Un mistero salvato dall'assurdo (perché sarebbe privo di senso vivere per morire) solo dall'annuncio della resurrezione di Cristo.
Mi mancherai zia.
Z.

martedì 26 giugno 2007

morire

Dal salmo 8:
Cos'è l'uomo perché te ne ricordi, il figlio dell'uomo perché te ne curi?
Mi viene in mente pensando a mia zia, arrivata alla fine. E' là, assistita da mia madre e dai figli. Oggi ha ricevuto l'unzione degli infermi. Le parole non possono dire molto. Non ci sono tente parole da spendere. Le parole migliori sono quelle della preghiera.
Z.

lunedì 25 giugno 2007

vittime/2

Sarà che mia zia si sta aggravando e mia madre è da stamattina in visita da lei, ma oggi ripenso alla parola vittima. Cioè colui che soffre ingiustamente.
E mi vengono anche in mente i caschi blu morti ieri in Libano. Altre vittime. E vittime di un dio che vuole sacrifici umani. Preghiamo che non si crei nella Terra dei cedri un altro luogo caldo del terrorismo islamista. Dopo che Gaza è passata nelle mani di Hamas. Speriamolo, per i nostri soldati che sono là, per i libanesi e per la pace. Anche se per la pace bisognerebbe parare bellum, far capire a Siria e Iran che non si può soffiare impunemente sul fuoco. Solo Israele e gli USA lo dicono. Mi auguro che anche Sarkozy riveda le tradizionali posizioni di appeaseament della Francia.

Che caldo oggi.
Z.

domenica 24 giugno 2007

nascita san Giovanni il battista, massoneria e Medjugorje


Oggi la liturgia cattolica ricorda la nascita di Giovanni il battista, parente di Gesù di Nazareth e suo precursore. Fu l'ultimo dei profeti dell'antico Israele e stando a quanto disse di lui lo stesso Gesù fu il più grande tra i nati di donna. In effetti fu l'unico a nascere (non a essere concepito) senza le conseguenze del peccato originale dopo Gesù e Maria. Quando quest'ultima andò a trovare sua cugina Elisabetta nell'imminenza del parto, il bambino che aspettava le sussultò nel grembo per la vicinanza dell'altro bambino che Maria portava da poco in sé.

Si legge, da parte della teologia cattolica, questo scatto di gioia come liberazione dall'antica colpa per i meriti di Cristo.



Oggi è il 290 anniversario della nascita della moderna massoneria che ebbe inizio a Londra nel 1717 nella festa del santo. Ma anche - strana coincidenza - il 26° delle apparizioni di Maria ai veggenti di Medjugorje cominciate nel 1981.

La più potente nemica della chiesa cattolica nata nello stesso giorno delle più formidabili (perché cariche di grandi aspettative come riferito dai ragazzi) apparizioni moderne. Le ultime.

Z.


sabato 23 giugno 2007

vittime

Si può essere vittime in molti modi. Vittime dell'ingiustizia, del destino, della malvagità altrui ecc. C'è chi pensa che nascere è un male, e quindi ogni uomo è vittima del fatto di essere al mondo (pensiamo al Leopardi).
A seconda che si usi un'accezione più o meno larga del termine vittima il numero di persone che si possono includere è maggiore o minore.

Oggi penso a diverse cose, pensando a vittima. Precisamente: a tre persone e a un gruppo.
Penso a padre Bossi, ancora rapito e tenuto prigioniero - vittima - nelle Filippine.
Penso a mia zia, che sta vivendo gli ultimi suoi giorni di vita, perché vittima di una malattia inesorabile.
Penso a Bruno Contrada, in carcere, perché si ritiene vittima delle calunnie di collaboratori di giustizia, usati perfidamente dai magistrati che lo accusano.

Penso infine ai molti cristiani che vivono nei paesi musulmani del Medio Oriente: il loro numero nel tempo è drasticamente calato perché sono vittime dell'intolleranza e della violenza religiosa di ispirazione islamica.
E ha fatto bene Magdi Allam a proporre la manifestazione a Roma in loro aiuto.
Sarebbe desolato lo scenario del mondo senza una risposta a tutte le vittime, a chi subisce ingiustamente un male, di qualsiasi genere. Desolato perché senza senso:
come fa dire Shakespeare a Machbet (cui ho assistito ieri sera rappresentato appena fuori città nel giardino di una scuola):

La vita non è che un ombra che cammina; un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla"

[Macbeth, Atto V, Scena V].


Sarebbe...se Qualcuno non si fosse fatto vittima per tutti.
Z.


giovedì 21 giugno 2007

caldo

Oggi fa caldo, come ieri. E' un caldo umido, e non si ha nemmeno il conforto del mare.

Ma oggi è anche il solstizio d'estate, il sole sta...fermo: questo vuol dire. Cioè smette di nascere sempre un po' più spostato in direzione nord (ovviamente tenendo est come punto cardinale dell'alba!) per riprendere a spostarsi - solo apparentemente siamo noi che ci spostiamo - verso sud. E così per il tramonto: il punto è che il periodo tra alba e tramonto da domani continuerà a restringersi fino al solstizio d'inverno.

Oggi è il giorno più lungo, comunque, si ha più tempo. Passatelo bene.
Z.

mercoledì 20 giugno 2007

conversione/2


Torno a parlare un attimo dela conversione. Di una cosa sono radicalmente certo. Conversione è in primis una questione di mente, cervello, poi di cuore o azione.

Non cambia veramente il modo di agire se prima non sopraggiunge un nuovo modo di pensare, vedere le cose, giudicare: una nuova ottica.


In greco Paolo di Tarso per dire conversione usa la parola meta-noia, cioè cambiamento di mentalità.

Sembra strano all'apparenza, ma non è detto che sia più facile cambiare mentalità invece che condotta. Certamente le due cose vanno insieme e si influenzano reciprocamente, ma il primato è della mente.

Sempre Paolo nella Lettera ai Romani, siamo giustificati dalla fede non dalle opere.
Il quadro di Caravaggio che raffigura l'apostolo caduto a terra perché investito dalla rivelazione dall'alto fa capire di più perché egli percepiva chiaramente il primato della fede.
Ma profanamente anche le grandi imprese, individuale o collettive, dipendono da precisi stili di pensiero. Non si risana l'Italia senza che ci sia una mentalità adatta, dove ci sia meno rivendicazione di diritti e più darsi da fare, tanto per fare un esempio.

Z.

martedì 19 giugno 2007

Thelonious Monk


Ieri sera ho ascoltato del jazz dal vivo in un bel cortile nel centro storico della mia città. Il gruppo era formato da artisti tedeschi, di Berlino, e hanno offerto una rivisitazione dell'opera di Thelonious Monk, il grande pianista afroamericano.



E' bello ascoltare il jazz d'estate, specie se non fa troppo caldo. Non sono un gran esperto di questo genere, mi sono comperato alcuni grandi album: Kind of Blue di Miles Davis, Love Supreme di John Coltrane, Time Out di Dave Brubeck.

Penso che ascolterò qualche altro concerto jazz nelle prossime settimane, dato che in città c'è una buona offerta di tale genere di appuntamenti.



Ho pensato, per tornare al tema della scuola, che come c'è la materia di storia dell'arte, non vedo nulla di male ad aggiungere (magari facoltativa) la storia della musica. Ma che almeno giunga fino alla metà del 900, compreso il jazz quindi. Non capisco perché se i ragazzi devono sapere chi era Picasso e le avanguardie artistiche, non possano sapere chi era per esempio Stavinsky. Ma si potrebbe arrivare anche agli anni sessanta/settanta. Non si può negare l'importanza della musica come fenomeno di costume ma soprattutto catalizzatore delle aspirazioni, del disagio, della condizione delle generazioni. Il rock e la generazione degli anni 50 dopo la seconda guerra mondiale. Ma sempre la musica è stata espressione dello spirito del suo tempo: dello Geistzeit.



L'autore dello Zarathustra, Federico Nice (:-), era amico di Wagner, era di casa presso la sua famiglia. Questa vicinanza aveva a che fare anche con motivi filosofici (la ripresa nella musica wagneriana della dimensione dionisiaca, perdutasi dopo la grande tragedia classica a favore dell'apollineo). Poi arrivò la rottura, e c'entra sempre considerazioni non solo personali, ma appunto filosofiche. Ma ancora la Nascita della Tragedia era dedicata al musicista tedesco.

Bene.

Z.


lunedì 18 giugno 2007

credere in quello che si dice

Io ho fatto la SSIS, l'avevo già detto, e per una anno e mezzo - il tempo che è durata - ho imparato a insegnare, il che forse per alcuni è impossibile, un controsenso, ma qualcosa, anche per merito  di validi docenti, qualcosa è servito.
Ma qual è il segreto per essere un insegnante discretamente bravo (che è già molto senza ricorrere modelli troppo eccelsi)? Credere in quello che si dice.
Basta questo per far passare il messaggio, prima di ogni metodo. Non tutto si riduce a questo, ma senza di questo è meglio cambiare mestiere.

Che questo sia vero l'ho sperimentato sia quando ero alle superiori, allo scientifico, sia durante il tirocinio SSIS , sia nella brevissima esperienza di supplente.

L'ha affermato anche don Luigi Giussani, in questo breve video http://www.youtube.com/watch?v=64-PkQJyCug   tratto da un bellissimo servizio sulla sua vita andato in onda tempo fa su Rete 4.

Credere in quello che si dice: ripeto: sembra poco, ma è molto.
Z.

domenica 17 giugno 2007

conversione di san Francesco

Oggi il papa si è recato ad Assisi per l'ottavo centenario della conversione di Francesco. A proposito il più bel film che ho visto sulla vita del santo è Francesco di Liliana Cavani, con Micky Rourke protagonista in saio.
Ho pensato che per tutti deve venire il tempo di una conversione, cioò di scegliere cosa fare della propria vita, di dove indirizzare i proprio sforzi. Anche perché se non si è sceglie, si è scelti...è tanto semplice. Conversione: volgersi globalmente verso un ideale di bellezza che si intravede.
La conversione è tanto un momento della vita che la decide tutta (le grandi conversioni, penso oltre a Francesco, a Ignazio di Loyola a Pascal e la nuit de feu), quanto scelta di ogni giorno.
Z.

sabato 16 giugno 2007

bene, proviamo a scrivere. Come disse una volta Andy Warhol, tutti hanno diritto a 5 minuti di celebrità. Ma penso che sotto sotto non sia questo lo scopo di chiunque crea un blog, ma sia quello di aprirsi.
Questo sarà un blog definibile come "personale", ma non ho voglia di invilupparmi in paranoie personali. Sarà quel che sarà......aprire un blog è come lanciare un messaggio in una bottiglia e aspettare che qualcuno nel mare di internet la raccolga.

Sabato è terminato l'anno scolastico e io ho terminato il mio lavoro di supplente. Supplivo una professoressa di storia e filosofia. Una breve supplenza, due mesi scarsi, ma proficui e utili per me. E' stata la prima volta che sono entrato in classe come prof. Già la SSIS avevo fatto il tirocinio, ma ero solo uno uditore dell'insegnamento altrui, tranne le quattro ore di lezione che avevo tenuto. Mi ricordo ancora, Hegel in filosofia e gli Ottomani in storia.

Questa volta sono stato io il titolare, ho dovuto preparare le lezioni. Mi sono buttato a ripassare, quanti pomeriggi e sere passate a studiare per il giorno dopo. Ora ci ripenso con un sorriso. Ma è così per chi comincia a insegnare, poi quando ti fai esperienza tutto scorre liscio, forse il problema sarà quello di ripetersi e annoiarsi e annoiare.

La cosa più bella quando si insegna, è vedere il volto dei ragazzi illuminarsi per aver conosciuto qualcosa di nuovo, quando insomma si riesce a far centro e catturare l'attenzione, non per stravaganze varie dell'insegnante, ma per quel che si dice. E qualche volta ci sono riuscito.

Chissà a quando la prossima supplenza.
Z.

giovedì 14 giugno 2007

nuovo inizio

Ora inizio al mio blog, chissà se dura e se uscirà qualcosa di interessante per me e per chi leggerà.
A presto
Z.