Ciò che non è eterno, è nulla

Questa frase lapidaria sta scritta su una lapide, appunto, collocata nel lato esterno di una chiesa dove le due sere scorse sono andato per pregare per la mamma defunta di due miei amici. La pietra su cui era incisa ricordava la morte di un giovane di 30 anni, fra l'altro la mia stessa età.
Il contenuto della frase è appropriato alla circostanza. Infatti, se non ci fosse nessuna prospettiva di eternità, di vita dopo la fine di "questa" vita, a rigore tutto sarebbe effimero, prossimo al niente. Non varrebbe nulla a rincuorarci veramente il rimanere presenti nel ricordo dei vivi, nelle opere che abbiamo lasciato. Tutto passa. Tra cento anni di noi non ci sarà nessuno. Fra qualche miliardo di anni non ci sarà nemmeno più la Terra. E allora sai che mortuorio...che silenzio cosmico!
Mi ricordo che una volta in televisione intervistata Lina Wertmuller ha espresso la sua visione della vita umana dicendo che veniamo da un'infinità di buio e silenzio, torneremo in tale infinità, godiamoci più che possiamo questa mezz'oretta di sole.
Io penso e desidero, dal profondo del mio essere, che non può bastare questo. Sono cristianoe credo nella vita eterna, nella risurrezione dei morti. Quindi non si perderà nulla.
E inoltre la speranza dell'aldilàmi fa vivere meglio anche l'aldiqua, questa mezz'oretta di luce.
Don Giussani ha una frase, o almeno mi sembra che l'abbia detta lui, che illumina il rapporto tra prima e dopo. Tre sono i segni dell'eterno nel presente: la preghiera, l'arte e l'amore.
Auguro di cuore a tutti voi che mi leggete un agosto di preghiera arte e amore. E vi do un consiglio, da uno cui non mancano problemi: se non ci avete ancora pensato a convertirvi al cattolicesimo, fatelo.
Da oggi a domenica sarò a Francoforte sul Meno.
Auf wiedersehen!
Z.
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