
Venerdì è morto don Oreste Benzi, fondatore dell'associazione papa Giovanni XXIII. Lui era di Rimini e i funerali si sono svolti ieri nella sua città. Ma non nella cattedrale dove poche persone avrebbero trovato posto, nella fiera.
La folla presente alle sue esequie testimoniava la grandezza del suo cuore.
Di don Benzi ho nella memoria una sua apparizione televisiva nel programma domenicale che precede l'Angelus del papa. Anche lì, come in moltissime altre occasioni, egli vibrava di passione (nella sua tonaca nera lisa e col colletto tutto fuori) nel suo tentativo di togliere le prostituzione, di liberare le nuove schiave.
La proposta era ed è spesso accompagnata da perplessità. MA quando lui diceva che una donna non può voler fare la prostituta coglieva nel segno.
Ciao don Oreste, ora sei in paradiso, e sei ricordato tanti e tante cui hai ridato vita e speranza.
Come ha detto il vescovo di di san Marino, mons. Luigi Negri, che era con te qualche giorno prima della morte, e ti trovavi in una discoteca: ''Don Oreste Benzi ha portato la fede dove sembrava impossibile che potesse essere portata: nei vasti mondi del male, dell'emarginazione, della violenza, dell'ingiustizia, della devianza, delle droghe, dello sfruttamento, della prostituzione. Ha fatto capire innanzitutto le vittime di questa emarginazione: Cristo era vicino a loro, Cristo era capace di condividere la situazione di ciascuno di loro''.
Z.
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