A due giorni dal Natale devo parlare di un'altra morte, triste perché assurda. Come lo sono le morti improvvise di ragazzi.
Si chiamava Lorenzo e lo conoscevo da circa un mese, dalla fine di novembre. Era animatore di catechismo con me. L'ultima volta che l'ho visto è stata martedì scorso.
Era un bravo ragazzo, serio: l'ho subito capito. Ero molto contento che ci fosse anche lui.
Penso che solo la speranza di cui parla il papa, la speranza brillata nella storia degli uomini duemila anni fa, possa sostenere il dolore di chi lo piange, sostenerlo dandogli un senso.
Certo, lo strazio del cuore di sua mamma, della sorella e del padre non per questo cessa.
Che festa di Natale passerà la sua famiglia! E i giorni che procederanno senza di lui. Così sarà per i suoi compagni di classe, gli amici, e tutti.
Ma mi hanno molto colpito i suoi famigliari stasera, al rosario in chiesa, gremita. Fermi e dignitosi, la madre alla fine ha salutato il figlio con fede in Dio e nella Sua volontà. E' stata una vera testimonianza di fede.
Se non avessi cominciato catechismo in parrocchia, non lo avrei conosciuto.
Buon Natale nella speranza che ci ha donato Gesù Cristo
domenica 23 dicembre 2007
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