sabato 23 febbraio 2008

Libere di non abortire


L'ultima volta avevo scritto che ero un po' perplesso sulla opportunità di una lista contro l'aborto e per la vita presentata da Giuliano Ferrara; ora non lo sono più. Questo cambio di opinione mi trova in buona compagnia, per esempio di uno come Oscar Giannino.
Perché non lo sono più? Perché penso che 1) è troppo grande e scandalosa la montagna di aborti che si consumano nel mondo e qui in Italia e 2) altrettanto grande la nostra assuefazione e indifferenza che ogni strumento per contrastare questo stato di cose è più che benvenuto. Inoltre 3) la presentazione della lista - colpo di genio del direttore del Foglio - è forse l'unico modo per tenere acceso e vivo il dibattito sulla difesa della vita cominciato con l'idea di una moratoria dell'aborto di dicembre.
All'assordante silenzio che abbiamo tenuto sulla mattanza, con derive sessiste (specie in Asia) ed eugenetiche (qui in Italia), bisogna contrapporre una voce ferma e pacata, razionale e piena di buoni argomenti, senza urla e rumori inutili, sulla bellezza della vita nascente.
Arriveranno accuse, obiezioni, marce e manifestazioni con slogan vecchi e nuovi, ma questo paradossalmente sarà segno che si è toccato un nervo scoperto, finendola di parlare dell'aborto come di un diritto. L'impresa sembra a prima vista impari: andare contro lo spirito dei tempi, contro la mentalità scientista, contro relativismo dittatoriale di Bruxelles: ma ne vale la pena.
Se ci si affida a Maria, Regina della vita, pregando anche il servo di Dio Giovanni Paolo II e la beata Teresa di Calcutta.
Z.

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